“Con 200 watt e una coil spaziale, andiamo a farci male”: discorsi su dual battery, atom polmonazzi ecc.

Discorso molto libero,
quasi una riflessione ad alta voce, trascritta su blog.

Rovazzi dice che col trattore in tangenziale si va a comandare, io dico che va solo a prendersi un multazzo giga epico e a svangare i maroni a chi deve stargli dietro 😀
Ugualmente, con tutta la potenza a buon mercato disponibile ora nei negozi di ecig, servono due dita di testa per non buttare via i soldi, o i polmoni.
Insomma, a fare gli splendidi, per “andare a comandare”, si può rischiare.
Vediamo un po’ perchè, come, cosa ecc.

 

trattore in tangenziale.jpgC’è un sistema di leggi che andrebbe tenuto presente.
Per Rovazzi sono quelle del Codice della Strada, per noi sono quelle della fisica.

 

E’ da almeno due anni che le box dual e triple battery sono una realtà.

In tempi non sospetti uscì la iPV3 e iPV4, poi la Reuleaux DNA200 e la Reuleaux 200 che ha “sdoganato” la faccenda, quindi la Cuboid, e via a seguire la iStick 200, la Vaporesso Tarot, la Sigelei 213/Fuchai, la Tesla Invader II e la Invader III, la Hcigar VT133, la iPV5, la SX Mini Q Class, ora la iPV400 e la iPV6X, la Tempest di C.O.V, la Triade di Lost Vape ecc.

Insomma, è tutto un fiorire di doppie batterie, o anche di triple batterie.

Come vanno visti questi dispositivi?
Secondo me, in un modo ben preciso, che non mi sembra assolutamente uguale alla visione del “grande pubblico”.

 

PERCHE’ UNA DUAL O TRIPLE BATTERY?

 

Di fatto, una box a doppia o tripla batteria serve per dare quella potenza che una singola batteria non può fisicamente dare.

Fermiamoci un momento qui.

Già il primo discorso da fare è che una singola batteria, tenuto conto anche dell'(in)efficienza del circuito, non può dare più 60-70 watt, e anche se ce la fa, non può farcela per tutta la scarica della batteria.

Abbiamo dispositivi da 75 watt in singola batteria, tipo l’eVic VTC Mini, la Balrog, la Pico ecc.
Per quanto mi riguarda, sono stronzate scritte solo per vendere.

Non sto dicendo che non raggiungano queste potenze, ma sono quasi sicuro che non riescano a tenerle per più di qualche tiro.
Se ce la fanno, vuol dire che il limite di voltaggio inferiore è bassissimo, e quindi quando la tensione cade, va giù a piombo ben sotto i 2.8 volt, normalmente ritenuto un cut-off sotto carico “accettabile”, che comunque fa sforzare un po’ le batterie.

Ho parlato arabo?

Forse, quindi la spiegazione è:
quando svapate, la batteria passa da un tot di volt, diciamo 4.2 volt a piena carica, a un valore inferiore, diciamo 4 volt, per esempio.
Questa “caduta di tensione” è normale, e anzi, è proprio quella che permette ai volt di uscire dalla batteria e alimentare la coil.

Più la potenza richiesta è elevata, più questa “caduta” (chiamata voltage drop o voltage sag, o battery sag) sarà grande.
Potreste quindi avere 4.2 volt a piena carica, che durante il tiro passano magari a 3.8 volt, per poi tornare a 4.2.
Alcuni circuiti, tipo quello della iPV2S, facevano vedere l’iconetta della batteria che si svuotava durante il tiro, e poi tornava su.
Era proprio il battery sag, o caduta di tensione.

https://svapomateric.files.wordpress.com/2016/09/d05bb-lg-hg2-voltage-drop.gif?w=1199&h=598Grafico del battery sag.
La linea verde parte in alto da 4.2, e scende giù di un tot durante l’erogazione.
Quando togliamo il dito dal fire, i volt “tornano su”.

 

 

Evidentemente non è buona cosa se il voltaggio della batteria, anche se solo per qualche istante, ripetuto però per ogni tiro, scende sotto i 2.7 – 2.5 volt.
E’ il modo migliore per fottere le batterie.

Quindi, tornando a noi: come cazzo fa una single battery a dare 75 watt?
Secondo me non ci riesce, o se ci riesce, sta sdrenando le batterie.

La persona coscienziosa quindi passa a un dispositivo dual battery, se la potenza da lui richiesta supera un certo valore di watt, diciamo circa 30-40 watt, come mio limite personale.

Mi sono fissato questa soglia perchè fino a 30 watt c’è un assorbimento di circa 10 ampere, gestibili da tutte le moderne 18650 di qualità.
Fino a 40 watt siamo circa entro i 15 ampere, e se una batteria me ne può dare 20, è ancora una soglia accettabile.

Oltre i 40 watt non mi pare una furbata, anche perchè, se pure la batteria ce la fa, non mi dura niente come autonomia.

Bene, quindi la prima conclusione è: se devo andare oltre i 40 watt, passo a una dual battery.

Qui potremmo anche chiudere il discorso, nel senso che la faccenda sta tutta nei numeri.
In pratica, il conto che faccio io si basa sugli ampere della batteria e sull’autonomia.

20A continui sono ottenibili con una Samsung 30Q, Samsung 25R, LG marrone, Sony VTC5, Sony VTC4 e altre batterie.
Quando svapiamo applichiamo in realtà una scarica pulsata, che quindi può eccedere il valore massimo di scarica continua della batteria, ma io preferisco attenermi al valore di scarica continua, più affidabile e testato, quindi atteniamoci ai 20 ampere.

20 ampere, quando la batteria è a 3.3 volt (cioè scarica) mi danno 66 watt.
Il circuito però non è perfetto, i cablaggi nemmeno, quindi per mia sicurezza gli tolgo un 20% di perdite varie.
E’ troppo? Mah, dipende dal circuito, ma vi assicuro che ci sono circuiti decisamente poco efficienti, quindi è un valore che mi sento di tenere buono.

Bene, 66 watt meno il 20% mi dà 52,8 watt, arrotondati a 53 watt.
Questo sarebbe il valore di watt plausibile che si può tirare fuori da una singola batteria, con i miei limiti di sicurezza.
Stiamo però lavorando AL MASSIMO di quel che può fare.

Stando più bassi, anche per questioni di autonomia, si va a finire a 40 watt.
Ripeto, è un valore arbitrario, me lo sono fissato io per mio scrupolo, e magari anche con 50 o 60 watt si va benissimo, ma tant’è, io preferisco fare così.

Ad ogni modo, sono numeri semplici, conti semplici (è tutta legge di Ohm e percentuali), basati su numeri veri.
Insomma, “è la batteria che te lo chiede”, un po’ come la pasta che vuole il tonno Rio mare, ma qui è la nostra batteria che chiede un po’ di rispetto 😀

 

https://pp.vk.me/c626725/v626725418/1b918/6JnjwKgskws.jpg
Non tutte le box sono dual battery, ma tutte, sicuramente, fanno perdere un po’ di watt per via dell’efficienza.

 

Se applichiamo lo stesso ragionamento alla dual battery, vediamo quindi che la soglia teoricamente possibile è di 132 watt, e non penso sia un caso se la Evolv limita il DNA200 in dual battery a 133 watt.
Solito giochino, quindi tolgo il 20%, e andiamo a finire a circa 105 watt.

Mi tengo un po’ più basso e mi fisso gli 80-90 watt come soglia per la dual battery.

Già qui, mi accorgo di una cosa: i dispositivi dual battery da 100 watt o da 130 watt sono pochissimi e sono più spesso da 150 o anche 200 watt.
La Cuboid, per dire, è formalmente da 150 watt, e in seguito ad update è arrivata a 200.

Come cacchio è possibile, mi chiedo io?
Risposta: è possibile perchè li puoi ottenere solo con una coil da zero virgola pochi ohm, e quasi sicuramente tiene i 200 watt per un numero di tiri che conti in una mano.
Il solito discorso, insomma.

In effetti c’era un’ulteriore stranezza, all’epoca: si aveva, nello stesso periodo, la Cuboid aggiornata a 200 watt, con due batterie, e la Wismec Reuleaux RX200, fatta in pratica dagli stessi, che dava 200 watt, ma con tre batterie.
Cioè…perchè fare con tre quel che puoi fare con due?
Eh…forse perchè con due in realtà non ci arrivi a 200 watt, mentre con tre batterie sì.

Solito conto, per conferma: 9.9 volt, cioè 3.3 volt, per tre batterie, moltiplicato per 20A mi dà…198 watt, pensa un po’!
Possiamo quindi dire che la RX200 o comunque una triple battery può ragionevolmente arrivare a 200 watt, la Cuboid facciamo che anche no, non ragionevolmente perlomeno.
Parlerò dopo della “classifica” sulle dual battery che conosco, in ogni caso.

https://i1.wp.com/cdn1.bigcommerce.com/server3200/ata7h/products/866/images/1197/CoV_Joyetech_Cuboid_box_mod__71547.1455902857.1000.1000.jpghttps://i1.wp.com/www.vaporlounge.com/v/vspfiles/photos/RX200s_housing-2.jpg
Cuboid dual battery a sinistra, RX200S triple battery a destra.
Incredibilmente, entrambe raggiungono 200 watt, ma una lo fa con 3 batterie,
l’altra lo fa con 2.

 

Il problema è che chi non sa ste cose (tipo il neofita che vuole fare il bello con le sue nubi) potrebbe essere tentato di alzare la potenza finchè il display non gli fa uscire la scritta: “stop it, fuc*ing bastard!”, andando incontro a una “zona rossa” di azioni che sarebbe meglio non fare, per prudenza.

Il secondo problema è che non tutti sanno quel discorsino delle batterie, e magari credono di poter buttare su le prime due Duracell rubate dal telecomando di casa e ottenere prestazioni da King of Cloud Chasing.
Sbagliato ragazzi: per fare le robe fiche, servono le materie prime fiche.

Quindi dimenticatevi di buttare su le prime “Starshine firepower 18650 94A 8200 mAh” che trovate a 2 dollari su GearBest, per poi andare a fare brutto in piazzetta.
Al massimo andrete a fare brutto in centro assistenza.

Ricordo sempre a tutti che le doppie e triple batterie che inserite, devono essere UGUALI.
Uguali in marca e modello, uguali anche come utilizzo.

Niente doppia batteria con una Efest da una parte e una Sony dall’altra, o con due Sony VTC5, ma una usata dal 2015, l’altra comprata a settembre 2016.

Qui sotto una lista di batterie con i test sugli ampere di scarica effettivi, nella colonna verde.
Questa lista “scadrà” il 18 settembre 2016.
Per la lista aggiornata, se passerete di qui dopo quel giorno, cliccate qui.
Mi raccomando, sempre attenti alle marche che non producono, ma rietichettano: non si è mai del tutto sicuri di quale cella ci sia sotto 😉

 

https://www.e-cigarette-forum.com/forum/attachments/image-jpeg.594999/

 

Il terzo problema è che c’è modo e modo di costruire.
Di Evolv mi fido, se loro dicono che con tre celle si arriva a 200 watt, è ragionevolmente vero e il loro circuito ce la fa.
Se me lo dice YiHi tendo a crederci, anche se mi fido un pochino meno, ma giusto perchè non hanno mai parlato di “sicurezza a ogni costo”.
Se invece vedo una box dual battery di marca “Best Wishes“, fatta a Guandong su progetto di chissà chi, e me la vendono a 35 dollari, su cui ci sta già guadagnando il produttore e il primo rivenditore in Cina…mah, due domande me le faccio.

Il punto successivo è la rigenerazione, o le testine che montate…

 

CON L’ATOM MESSO MALE, CI ANDIAMO A SOFFOCARE

 

Ok, d’accordo, non è così tragica la faccenda, ma dovevo sempre riprendere il buon Rovazzi, preso bene come piace a noi 😀

Il discorso però è serio.
Allora, parto dicendo che non sta scritto da nessuna parte che si debba alzare di brutto con i watt, e ricordandovi che NON TUTTI GLI ATOM permettono di fare cloud.

Inutile che stiate lì a succhiare come una Dyson (tanto per stare elegante 😀 ), se state svapando con un Cubis.
Farà quello che può, che non è affatto poca roba, ma NON E’ un atom da cloud.
Ogni atom ha le sue potenze e potenzialità, rispettatele.

Vi interessa fare una nube assurda che il fallout di Chernobyl a confronto sembra l’acqua nebulizzata di Gardaland?
Se sì, allora i watt vanno tirati su e l’atom deve essere adatto, ma ricordo che fino a pochi anni fa si svapava benone anche a 12 watt, e tutt’ora, se siete un attimo furbi, potete svapare tra i 20 e i 50 watt con ottima soddisfazione, senza dover per forza andare a 70 – 90 – 120 watt o più.

Poi oh, se per voi è imperativo lasciare la scia come un 747 in quota, allora il discorso cambia, ma da bravo rompicazzo che sono, devo far presente che un buon liquido te lo gusti anche a potenze più umane, seppur sostenute, e ci risparmi batteria, liquido e casini vari.

La Smok dice che il TFV8 va usato almeno tra 1.21 gigawatt e 75 megaton? Esticazzi, si cambia testina, oppure si prova ad usarlo a potenze inferiori, che mediamente vanno bene lo stesso, dato che le case produttrici tendono a sparare un po’ alto con i valori.

 

https://i2.wp.com/www.longislandvapeny.com/wp-content/uploads/2014/11/LIVAPE2.jpgBella storia, tanto vapore, ma…non è obbligatorio svapare così per forza.

 

Idem quando si rigenera: fatevi furbi, è tutto nelle vostre mani.
Voglio dire che non c’è nessuna regola per la quale si debba per forza usare una superclapton-twisted-jugger-fused-parallel-dual coil, che solo per accenderla ti arriva l’incaricato Enel a farti firmare la liberatoria.

Per svapare di polmonazzi si usano fili dallo 0.4 allo 0.7, che io sappia.
Magari si va anche oltre, ma di certo tra 0.4 e 0.7 mm è una scelta diffusa.
Poi ci sono le combinazioni, tipo le clapton fatte con anima di 0.4 ed esterno di 0.2, o le twistate di 0.4, o le parallel di 0.5, più tutte le varie caterpillar, juggernaut, alien ecc.

Sono tutte varianti sul tema, che servono ad aumentare la superficie della coil, così ad ogni tiro partono le migliori boccette di eliquid e ci devi spingere dentro millemila watt.
Va bene, fa figo, è anche gustoso avere un setup così, ma non è che sia L’UNICA VIA, e non serve che sia la quotidianità.

Anche volendo stare su questi setup tutti i giorni, provate a diminuire il diametro del filo, o a diminuire il diametro della punta su cui avvolgete, e ad abbassare la potenza.

Ci sarà una certa potenza, con una certa lunghezza di filo, che vi soddisferà come gusto, colpo in gola e produzione di vapore, e potrebbe essere INFERIORE a quella che avete impostato ora.
Ovvio che è tutto di guadagnato, in termini di batteria e liquido.

https://cdn.shopify.com/s/files/1/0408/3205/products/From_our_friend__vapingroybot_____Trying_out_a_different_coil_placement_in_the__StumpyRDA_by__elementmods___fusedclapton_by__traditionvapes___vaperazzi__elementmods__traditionvapes_large.jpg?v=1468254284https://cdn.shopify.com/s/files/1/0408/3205/products/We_are_honored_to_be_featured_by__vapeporn_for_the_4th_time____We_love_our_vape_fam._Our_pre-built_are_the_best_on_the_market._We_started_the_revolution._____Pre-made_coils_by__traditionvapes__Staggered_fused_claptons_Tag_a_friend_large.jpg?v=1468254209https://i0.wp.com/www.prontodirect.co.uk/ebay/img/ExoticCoils/SJUG.jpghttps://i.ytimg.com/vi/xTaaVyC9Rr0/maxresdefault.jpg
Tutto molto bello, tanta roba zio,
ma pensateci un momento prima di usare sti catenacci tutti i giorni 😉

 

Detto questo, il punto è: usate sempre la potenza GIUSTA per le vostre coil.
L’ho già detto e ridetto, ma lo dico ancora.

Leggo troppe volte discorsi tipo:

“ciao raga, che coil devo fare per andare a 80 watt?”

Ma, dico io…perchè?
Perchè hai in mente una tot potenza?
Devi emulare un amico?
Hai copiato i valori delle lampadine?
Perchè?

Di solito si fa il contrario: si costruisce una coil moderata, la si prova, se piace bene, sennò se alla giusta potenza ci sembra comunque fiacca, la si cambia.
Ma 75 watt non mi pare una potenza “moderata” e “di prova”, specie se a chiederlo è uno che non sa manco come fare.

E qui il secondo punto, veramente importante: mai, mai alzare la potenza a cazzo.

Ogni coil ha un suo range di potenza, piuttosto ben stabilito da Steam Engine: seguite quello, o quello che c’è scritto sulle testine preconfezionate.
Se la vostra coil può sopportare al massimo 30 watt, non gliene dovete dare 50 perchè così “spinge di brutto”. NO.
Anche il wicking (cioè il posizionamento cotone e l’assorbimento in generale) è importante.
Se una coil è ben alimentata, regge bene.
Se è alimentata da schifo, vi strina anche a 10 watt, e una strinata di polmoni a 70 watt è veramente da “…ci andiamo a soffocare”.

Se vedete che i 30 watt non vi bastano, si rifà la coil usando più filo, o più grosso, come ho detto prima, oppure si cambia testina o si cambia atom.

 

Quindi, ricapitolando quanto detto finora:

1) Non per forza servono decine o centinaia di watt per svapare

2) Se siete sicuri che vi servano molti watt, è bene usare una box con 2 o 3 batterie

3) Per mia personale scelta, oltre i 40 watt passo alla dual battery, oltre i 90 alla triple

4) Per svapare bene stando bassi coi watt, basta rigenerare con fili più sottili

5) Mai alzare i watt oltre il limite di watt o di mW/mm2 adatto a quella coil.

6) Le super coil sono fighissime, ma consumano tanto

7) Scegliete batterie BUONE, con la giusta scarica di ampere, e usatele sempre in coppia

8) Scegliete hardware serio e adeguato (atom adatti, box ben costruite)

9) Usate sempre due dita di testa nel fare le cose.

https://pp.vk.me/c631924/v631924045/26bf3/SXS_4aFzMa0.jpg
Così, a occhio, direi che è una Snow Wolf dual battery da 200 watt, ma potrei sbagliare.

 

SI’ OK, BEL DISCORSO, MA ADESSO ESCIMI I MODELLI

Niente foto di bei ragazzi che sfilano (anche perchè non saprei valutarli), ma questo è il punto in cui vi dico quali box dual e triple battery mi hanno colpito nell’intelletto, e qualcuna anche nel corpo quando mi è caduta su un piede 😀

Allora, le box a più batterie che finora mi sono piaciute sono la Hcigar VT133, la SX Mini Q Class, la Tesla Invader III, la Joyetech Cuboid, con riserva la iStick 200, la RX200 – 200S – 2/3, la Council of Vapor Tempest e la iPV5.
Infine, da bocciare con fastidio, o da comprare con amarezza, la Sigelei 213 e la Fuchai 213, perchè alla Sigelei sono dei diversamente furbi, e poi vi dirò il motivo.

Premetto che nessuna di queste mi ha soddisfatto del tutto, perchè tutte avevano qualche pecca più o meno grossolana, anche le più costose, ma ora vi faccio vedere.

Allora, parto da quelle che ho: Cuboid, VT133 e Invader III.

JOYETECH CUBOID

La Cuboid è una box “commerciale”, di fascia prezzo accessibile un po’ da tutti, con svariate funzioni interessanti, un bel display e una costruzione massiccia.
Finora non mi ha dato alcun problema, ma ho letto qua e là che lo sportello batterie potrebbe non fare ben contatto a lungo andare, ad alcuni si è fritta la memoria interna in seguito ad aggiornamento del firmware, e ad altri la box ha iniziato a leggere valori di ohm a caso rendendo la box inutilizzabile.
Sono preoccupato?
Sinceramente no, perchè sono casi non frequentissimi, che capitano dopo mesi di utilizzo e quindi affronto la questione sapendo che è un prodotto di massa, secondo me di onesta fattura, in grado di fare molto bene o discretamente bene quello per cui è pensata.

https://i1.wp.com/thuocla-dientu.com/wp-content/uploads/2016/05/cuboi-cubis.jpgcuboid 2.pngcuboid 1 edit.png

 

In variwatt va molto bene, in TCR va abbastanza/molto bene, in TC così così, adesso ha anche la funzione boost (cioè si può impostare una potenza diversa dal normale, che verrà erogata per 2 secondi all’inizio della svapata), che per carità, è limitata a 2 secondi ed è una novità assoluta su questa box (dunque di fatto non è stata testata), però sembrerebbe andare.
Sfrutta abbastanza bene le batterie, scalda ma non troppo e se non sbaglio la carica via USB (sconsigliata) è comunque bilanciata.

La uso come box “da battaglia”, cioè me la porto fuori, la uso con le mani sporche di eliquid, me la butto nella tasca dei jeans senza tanti patemi, sapendo che è bella solida, non particolarmente delicata nelle finiture, con uno schermo abbastanza brillante e che nel complesso non costa moltissimo, anche se ultimamente si fa fatica a trovarla.

Quello che secondo me è un pregio: arriva a 9 volt massimi, e questo mi permette di usarla praticamente con ogni tipo di atom e resistenza, dato che se voglio buttare su un Expromizer con coil da 2.5 ohm, mi sta dietro.
E’ limitata a 25A, e questo è un parziale difetto.
Non lo è per me, che a farla brutta resto a circa 12-15A di assorbimento sul circuito, ma in assoluto può essere fastidioso.

(N.B: per calcolare gli ampere al circuito, dovete dividere i volt che leggete a display diviso gli ohm della coil, o più banalmente li leggete sul display sotto la voce “A”  😀
Non vanno confusi con gli ampere che prelevate dalla batteria, che si calcolano invece dividendo i watt impostati diviso i volt di carica della batteria, quindi 4.2 da piena e 3.3 da scarica).

Infine, quello che secondo me è un altro “difetto”, è il discorso dei 200 watt che facevo prima.
So sorry, sarò pure un ignorante, ma per me non è fattibile tirar fuori 200 watt IN SICUREZZA con questa box, e ritengo che non avrebbero dovuto portarla a 200 watt.

Alla fin fine mi piace perchè la si può usare in spensieratezza, sapendo che resiste bene alla vita quotidiana, in più devo dire che comunque il suo lo fa benone.
Ovvio, non è un’eccellenza, ma a me piace così com’è, e il nuovo aggiornamento, se non crea danni o casini vari, è una bella storia.

HCIGAR VT133

E qui passiamo a una box di fascia alta, costosa, o almeno lo era, equipaggiata con il circuito DNA200 di Evolv, limitato in questo caso a “soli” 133 watt, in virtù delle due batterie, anzichè tre, come il DNA200 richiede in configurazione da 200 watt.
Il discorso che vi ho fatto prima sul numero di batterie non era buttato lì per riempire la pagina.
Evolv infatti è sempre stata attenta a fare prodotti sicuri, prima che modaioli o dalle prestazioni inaudite.
Se quindi hanno deciso che da due celle è bene tirarci fuori 133 watt e 6 volt, e non di più, deve esserci la sua buona ragione.

https://i0.wp.com/vapenw.com/media/catalog/product/cache/1/image/cc0fe89840c625f6e5d2b8a1c0f4afe3/h/c/hcigar_vt133_dna133_blk_1.jpghttps://cdn2.bigcommerce.com/server3300/1qha5d1/products/3111/images/4422/IMG_4949__42669.1454122252.1280.1280.png?c=2

 

Bene, allora, perchè ho comprato questa box?
Perchè è una doppia batteria, perchè ha un circuito coi controcazzi che in TC è nella top 3 dei migliori circuiti, inoltre è affidabile, robusta e mi ero onestamente rotto i maroni di avere per le mani hardware “bellissimo, se non fosse che…“.
C’era sempre quel “che” a impedirmi di svapare come volevo io.
La VT133 invece è senza “che” 😀

Nota dolente: la colorazione della sleeve (cioè la parte “copribatterie”) si scrosta che è un piacere.
Poco da fare, è colorata male sulla sleeve, con colorazione a polvere dalla scarsa tenuta.
Inoltre, e questo riguarda il DNA 200 come circuito, non è possibile effettuare nessuna modifica dalla box, perchè di fatto non esiste un menu nella box.
Tutti i settaggi vanno fatti via pc, tramite eScribe, che è la piattaforma di gestione del circuito.

https://s3.amazonaws.com/files.websitetoolbox.com/186396/2386420

Non spaventatevi, all’inizio sembra un merdaio, ma guardando il programma con occhio più pacato, si può capire tutto.
In secondo piano vedete i diversi profili, da 1 a 8, e in questo screenshot è sul 2.
In primo piano c’è l’analizzatore dell’atomizzatore, per leggere bene la resistenza.
Dietro si intravede la linea rossa che è la “curva di temperatura” del materiale in uso, scaricabile aggratis da Steam Engine in formato .csv, per darla in pasto a eScribe.

Si può regolare la curva di scarica delle batterie, farle analizzare dal software che le scarica in diretta e registra tutto, e ovviamente ci si può personalizzare lo schermo, le voci del display e tante altre cosine.

Il DNA 200 è appunto il top, insieme con il circuito YiHi SX450J della Q-Class e con il circuito Dicodes montato sul Dani v2+.
A mio parere pecca un po’ sull’immediatezza d’uso e sulla possibilità di modifiche “live”, ma sapendo queste cose ci si regola di conseguenza, facendo tutto “a tavolino” e con il pc davanti, creando i profili e usando quelli.

TESLA INVADER III

Per me, la Invader III è quello che definisco “un dispositivo agricolo” 😀
Anche “ignorante” va bene, ma preferisco agricolo, dato che la vita nei campi non è priva di cultura, come invece è qualcosa di ignorante, però di certo non è una vita fatta di agio, comodità e apparenza.
Ecco, la Invader III è esattamente il contrario dell’agio, della comodità e dell’apparenza 😀

https://svapomateric.files.wordpress.com/2016/09/140b8-12677695_1737441623151991_1947247960_n.jpg?w=308&h=308https://www.bigmarvel.com/images/detailed/2/Tesla_Invader_III_Inner_parts.jpghttps://i0.wp.com/www.teslacigs.com/res/product/Invader%20III/invader3sheji/invader%203%2007.jpg

 

Estetica da tanica di carburante per il trattore, totale assenza di display, regolazione della potenza tramite trimmerino da girare A UNGHIA, scala in numeri romani (???) varivolt, quindi ‘azzi vostri calcolarvi i watt in base agli ohm della coil.
Ditemi: è o non è la regina indiscussa delle box agricolissime?! 😀

Tramite il led blu sopra il tasto di fire, segnala tutto, come da immagine qui sopra.
Batteria scarica? Dieci flash del led.
Sei in corto? Dieci flash del led.
Si sta surriscaldando? Dieci flash del led 😀
L’unico caso in cui il led non flasha è quando sta erogando.

Messa giù così, sembrerebbe un cesso.
In realtà è una box che mi piace una cifra.
Ha un’erogazione piuttosto pronta, è protetta da circuito, taglia le batterie a 3.33 volt, con un errore di 0.01 volt nel mio caso, non ha particolari limitazioni di potenza (è dichiarata per 240 watt, quindi ben oltre l’umano utilizzo 😀 ), sfrutta abbastanza bene le batterie, e va da 3.6 a 6.6 volt, da regolare a unghia 😀

Non è una box per neofiti secondo me, perchè non dà il valore in ohm della coil, è varivolt e quindi bisogna sempre fare V^2 / R per sapere a quanti watt si sta andando, o quanti volt impostare, è un po’ “criptica” nei messaggi di errore e se si imposta male la rotellina ci si può fare MOLTO male.

Resta il fatto che è comunque solida al tatto, con sportellino magnetico, scalda poco e quel colore tamarrissimo che ho scelto (l’azzurro/blu metallizzato) è qualcosa di talmente vistoso e fuori luogo da diventare bello 😀

https://pp.vk.me/c636426/v636426701/19f43/UXpPy2tRqu4.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Altra dual battery, come si può ben vedere. Forse una X-Cube.

 

YIHI SX MINI Q-CLASS

Quest’altra chicca della top 3 dello svapo circuitato non ce l’ho, ma l’ho provata per bene.
Fascia alta, costosa (siamo sui 200 euro), rifinita con mano divina, colorata con uno strato bello possente di vernice automobilistica, o giù di là, perchè è liscia, metallizzata e decisamente resistente a graffi e maltrattamenti.
Te la vendono in un cofanetto da gioielleria e una borsetta…indubbiamente sanno come prenderci per la gola 😉

https://i0.wp.com/timbozero.com/wp-content/uploads/IMG_0010.jpghttps://i1.wp.com/vaping360.com/wp-content/uploads/2016/07/YiHi-SX-Mini-Q-Class-Battery-Cover.jpghttps://i2.wp.com/www.vapinart.com/cart/Assets/ProductImages/SX_Mini_Q_Class_Red_Ti_All.jpghttps://i.ytimg.com/vi/Vj1cjKoDrFo/maxresdefault.jpg

 

La box sfrutta benone le batterie, ha un ottimo voltaggio massimo (dichiarano 9.5 volt, ma mi pareva fossero meno all’atto pratico. In ogni caso siamo almeno a 8.5), ha una botta di funzioni, compresi i celebri profili di erogazione della YiHi, per avere un ramp up più o meno veloce in fase di attivazione.
Per i meno anglofoni: si può decidere se la box debba erogare il valore di watt impostato, o se invece debba darne di più e poi scendere al valore impostato, o di meno e salire al valore impostato.
Nella foto qui sopra si vede scritto “soft” in basso a destra: è il profilo “parti a meno di 13.8 watt e via via sali fino ai 13.8 watt”.
C’è anche lo Standard, che dà il valore impostato e basta, il power e il powerful plus, che invece danno di più in partenza, e poi scalano.
Ha il controllo temperatura (piuttosto accurato), ha le memorie, e nella foto si vede che c’è scritto “M1”, che è il primo slot di memoria, e la si può collegare al pc per personalizzarsi la curva di erogazione.
Questa box è regolabile dal dispositivo, cioè ha un menu, a differenza del DNA 200.

Quello che non mi è piaciuto è proprio il menu, e sopratutto i tasti di regolazione.
Infatti si va avanti cliccando il fire, e si dà l’ok usando i tasti potenza su e potenza giù.
Sarò io che ragiono strano, ma per me avrebbe avuto più senso navigare con i tasti più e meno, e dare l’ok col fire.
Altra cosa non di mio gradimento: il vano batterie secondo me è troppo piccolo.
Non di tanto, parliamo di mezzo millimetro forse, ma è quel che basta a rendere rognoso il cambio batterie, rischiando pure di spellarle.
Spero che sia un problema del solo esemplare da me provato, e non un difetto di progettazione.
Infine, ahimè, la carica delle batterie è sbilanciata, e non lo  dico io, ma DJLsb, un famoso youtuber che fa le pulci all’hardware da svapo.

Infine, trovo che l’estetica del display sia orrenda, in termini di font, e trovo molto fastidioso che durante la carica via USB non si spenga il display.
Specifico meglio il discorso del font: sto parlando della qualità estetica dei numeri e dei caratteri.
Sarò io che sono fissato, ma non ci vuole molto a fare un display un po’ meno pixellato, con i caratteri meno quadrettosi…lo fa la Cuboid, lo fa il DNA 200, lo faceva anche il Vamo nel 2013, che costava 40 euro…eddai YiHi, su, un po’ di occhio estetico, che diamine! 😀

A parte queste cose, che critico perchè su una box di fascia alta mi aspetto/esigo la ragionevole perfezione non solo tecnica, ma anche estetica e funzionale, devo dire che è una bella box, senza se e senza ma.
Questa box è secondo me il degno completamento del DNA 200, anche se il mio amore proibito rimane il Dani V2+, uno dei tre nella top 3 nei circuiti, nonchè uno tra i più costosi PV sul mercato, mannaggia a loro.

 

I RIMANDATI A SETTEMBRE, ANCHE SE E’ GIA’ SETTEMBRE

Come dicevo prima, ci sono una serie di box che o non ho testato bene, o non mi hanno convinto.
Le riscrivo: eLeaf iStick 200, Wismec RX200 – 200S – 2/3, Council of Vapor Tempest, Pioneer 4 You iPV5.

https://i2.wp.com/ecigprice.ru/wp-content/uploads/2016/07/Wismec-RX23-%D0%B2-%D1%81%D1%80%D0%B0%D0%B2%D0%BD%D0%B5%D0%BD%D0%B8%D0%B8-%D1%81-Wismec-Reuleaux-RX200-1024x768.jpghttps://cdn2.bigcommerce.com/server3300/1qha5d1/products/3035/images/4574/IMG_5213__61892.1459226077.1280.1280.png?c=2https://i2.wp.com/cdn.shopify.com/s/files/1/0400/6105/products/istick-tc200w_white.jpghttps://svapomateric.files.wordpress.com/2016/09/9aa02-13557172_567848376728368_699646659_n.jpg?w=309&h=309

 

Parto con la Tempest: semplicemente, non ho potuto provarla, se non per 10 minuti.
Ringrazio Gio’ (lui sa che parlo di lui, quando leggerà 😀 ) per avermela fatta provare, ma eravamo di fretta, lui doveva partire per le ferie, e sì insomma, un test fatto così vale meno di niente.
Sulla fiducia, dico che le batterie durano molto (me l’ha detto lui, parliamo di circa 30 ml a 60 watt con tripla Sony VTC5), ha tre profili di erogazione tipo la Q-Class, e ha il menu con lo stesso fastidioso discorso del fire per navigare e i tasti più e meno per dare l’ok.
Inoltre, il display diventa più o meno invisibile sotto il sole, a causa di uno strato riflettente che aiuta al chiuso, ma è terribile sotto luce solare.
Costa però un quinto della Q-Class, e pur essendo decisamente limitata rispetto alla YiHi, è una box da tutti i giorni che si difende benone, specialmente in variwatt.

La Council Of Vapor mi è sempre sembrata una buona azienda, quindi penso che la box duri.
L’unica cosa è che appunto, l’ho provata 10 minuti, quindi parlo per esperienza semi-diretta.
Vorrei potervi dire di più, ma questo è quanto, dunque è “rimandata” solo perchè non l’ho provata, e non perchè sia una cattiva box.

La iPV5 è una buonissima box, funziona bene e tutto, ma non mi è piaciuta per le dimensioni, secondo me eccessive, per il solito discorso del menu con i tasti anti intuitivi, il solito discorso dello schermo con i caratteri quadrettosi (il circuito d’altronde è sempre YiHi), i volt massimi elevati, ma non elevatissimi (forse 7.5 volt, sto andando a memoria) e il display con una rientranza piuttosto pronunciata, in cui mi pareva si potesse infilare dentro un po’ di tutto, in termini di sporcizia ecc.
Oh, ripeto: è una buonissima box, ma non è scattato “il feeling”.
Non è la mia insomma, niente da fare.
Chi l’ha comprata ha comunque fatto un buon affare, secondo me.

E ora veniamo alle note dolenti: WISMEC RX200, 200S, 2/3 e iStick 200 😀

Rido, perchè ne ho fatto una questione di principio, o una fissazione, secondo altri 😀

Ve la faccio breve: compro la RX200S, un po’ per l’estetica, un po’ perchè ero convinto che con 3 batterie non avrei più avuto il problema di svapare a 40 watt e consumare una batteria con 20 tiri.
In realtà scopro che la 200S non dura affatto il triplo di una eVic VTC mini, dura il doppio a farla buona.
Faccio un po’ di prove, confronto, calcolo, chiedo…e in effetti scopro che con le Sony VTC4 mi dura quanto una Cuboid, meno di una Q-Class e molto meno della VT133.
Qualcosa non va, una batteria su tre di fatto “sparisce”.
Provo la iStick 200 di Ste (anche lui, se leggerà capirà), ed è uguale.

Aggiorno, reinstallo, scrivo alla Olivia di Wismec…niente, tutto inutile, ricevo risposte sballate (sul genere “devi usare batterie ad alta scarica” dopo averle detto che uso le Sony VTC4, e cose così).
Ci rinuncio, inscatolo tutto e fine.
Esce la RX 2/3, ho un sussulto di speranza.
Me la faccio prestare, la provo e…benino, ma non benissimo.
La durata è migliore della 200S, ma non così lontana da una buona dual battery.
In dual battery invece dura niente, dalle mie prove.

Tiro le mie conclusioni: la RX200, o 200S, o 2/3 è una box da usare in configurazione triple, fatta per dare potenza, che intorno ai 50 watt ha un’efficienza quantomeno discutibile, e che per 40 euro si può anche comprare, ma ha un senso solo se si deve andare a 90-100 watt o più.
Comprarla per stare a 40 watt o meno diventa solo uno spreco di soldi e un fardello in più da portarsi dietro.

Ultima menzione per la Sigelei 213 o Fuchai 213, che tanto è uguale: ne parlo con fastidio perchè sarebbe potuta essere un’ottima box, e invece no, alla Sigelei devono fare le pagliacciate, e dunque la 213 è afflitta da una serie di problematiche sia in variwatt, sia (soprattutto) in TFR da renderla una box che va “a metà”.
Chiaro, se la si compra per avere una dual battery compatta, bellina e dotata di boost regolabile, allora ok, ma siccome non è proprio tirata dietro a buon mercato, perde moltissimo del brillante senso che poteva avere.

https://www.firetrapvape.co.za/wp-content/uploads/2016/08/fuchai.jpg
Ecco la piccola incriminata, una box che tutto sommato non è da buttare, ma costa troppo per quel che dà,
o promette troppo e poi non mantiene.

Insomma, una box di fascia economica con TFR impostabile, boost regolabile, dimensioni compatte, TC nativo per SS, Ni, Ti, estetica gradevole e buoni materiali sarebbe stata una figata.
E invece no, hanno toppato clamorosamente, facendo svalutare di molto il valore effettivo del prodotto, ma tenendo alti i prezzi.
Occasione buttata, gestita tra l’altro malissimo nei confronti di DJLsb, lo Youtuber che per primo ha dimostrato, test elettrotecnici alla mano, che anzichè 213 watt ne dava “solo” 155, che il TFR non funzionava, il TCR più o meno lo stesso, e l’unica cosa a funzionicchiare erano le modalità di controllo temperatura native.
Se la sono presa con lui, dicendogli che gli avrebbero fatto chiudere il canale.
Non contenti, hanno candidamente ammesso che questa toppata sulla 213 avrebbe permesso di vendere a meno la Fuchai 213 uscita subito dopo.
Come dire: “ok, abbiamo fatto schifo, ma voi ci avete fatto da beta tester a costo zero, grazie mille”.
Oltre al danno, pure la beffata, che diventa double beffata perchè in realtà la Fuchai non ha prezzi così tanto più bassi come avevano detto.
Un macello insomma.

No, spiacente, un’azienda che fa così, per me è da bannare.
Peccato, un vero peccato.

https://pp.vk.me/c627530/v627530592/4d549/fSelZJ2tIjM.jpghttps://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/41/61/f0/4161f08d4ebcecf86e9793c305398d97.jpg

 

 

Bene, i miei pensieri in libertà su tutto questo mondo fatto di potenze assurde sono finiti,
se siete arrivati fin qui avete la mia stima, e per sdebitarmi anche con il pubblico gay e femminile, ho cercato di trovare un fanciullo che si spera sia gradito.
Se così non fosse, pazienza, è un blog dove si parla di svapo, non di figaccioni 😀

Mi raccomando, pensate bene a come volete svapare, e occhio perchè la legge in U.S.A. sta cambiando, e tutta questa super potenza di cui vi ho parlato potrebbe finire in breve…

Un saluto,

Mat

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46 thoughts on ““Con 200 watt e una coil spaziale, andiamo a farci male”: discorsi su dual battery, atom polmonazzi ecc.

  1. Bloggata provvidenziale per me! ho una wimec presa da 75W e stavo proprio pensando alla wismec Reuleaux rx 2/3, quella che con l’ultimo aggiornamento può arrivare a 250 W ma mi auguro che con i prossimi upgrade arrivino almeno a 1500! 🙂 no dai, molto più pragmaticamente cerco una box che mi dia una buona autonomia (spero troppo in 2/3 giorni?) con i W che uso solitamente per il tiro di guancia (20/30), purtroppo il tuo post e soprattutto la parte sul DNA 200 mi hanno aumentato molto l’incertezza e le probabilità di fare arrabbiare mia moglie 🙂
    una domanda, perchè per fare il calcolo dei W massimi erogabili usi 3,3 V (che è il cut-off) e non ad es .un valore medio durante l’utilizzo della batteria (ad es. 3,9)?
    Arrigrazie per tutte le info e soprattutto per le foto che sintetizzano perfettamente i concetti e le idee “chiave” 🙂 ma il tipo in mutande che c’azzecca con lo svapo??? 😉

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    • Questa storia delle moglie sta sfuggendo di mano, sei già il secondo che teme l’acquisto perchè sennò la moglie fa cose…raga, educate la moglie a capire che che le sigarette costavano di più su tutta la linea 😉
      A parte questo, 20/30 watt sarebbero addirittura da single battery, come ho detto. Se vuoi una dual, va bene, una RX anche no, per il mio parere.
      Dipende da quanto ci puoi spendere, la scelta è abbastanza variegata.
      Purtroppo non so dirti se la Tempest a 20-30 watt sia comunque efficiente, altrimenti sarebbe una buonissima soluzione per l’autonomia (meno per il portafoglio, dato che sono 3 batterie al colpo, che comportano un charger da 4 piste).
      Per il calcolo dei W uso il 3.3 perchè mi pongo nella condizione peggiore, e cioè quando la batteria è scarica.
      Se io calcolassi con 3.9, per dire, ipotizzando una dual sarebbero 7.8 volt per 20 ampere (ipotizziamo 20 ampere, che come ho detto è un valore diffuso).
      7.8 x 20 mi darebbe 156 watt, ma a batteria scarica non si va oltre i 132.
      Quindi, che valore metti? 156, rischiando di sovrastimare la possibilità della batteria?
      Ti metti nella situazione più merdosa, e sai che peggio di così non può andare 😉

      Le foto sono importanti, l’ho sempre detto, e tu mi confermi che si capisce tutto meglio 😀
      Mr Mutandino serve perchè grazie a dio abbiamo anche vaperesse e vapers gay, che insomma, meritano attenzione come tutti 😉

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      • ciao Mat! ovviamente a questo punto mi è partita la google-scimmia e si è incantata davanti a questa nuova mod che è in preorder su un po’ di svapositi a circa 50 $
        http://www.smoktech.com/mod/g-priv-220
        tra pulsantone fire simile alla mia presa 75 e big oled touch non so cosa mi esalta di più, la Smok dalla mia piccola esperienza la considero valida, resta solo da vedere un piccolo dettaglio, se sfrutta bene le 18650, per il resto (funzioni, ecc.) mi sembra che più o meno in quella fascia si equivalgano tutte, o no? il DNA200 facciamo alla prossima… 🙂

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      • Allora, sulla G-Priv ancora non ho letto nulla, quindi è un po’ un salto nel vuoto (che non per forza si conclude sul cemento eh 😉 )
        La Smok ha avuto alti e bassi, ma con la linea X-Cube e H-Priv sta andando bene, quindi potrebbero essere al rilancio.
        Se ti garba e la trovi appunto a pochi soldi (50 dollari, in euro, diventano una spesa accettabile) puoi anche “provare”, non escludo affatto che vada bene.
        Magari cerca su Youtube, che all’estero c’è gente che ne sa a pacchi 🙂

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  2. Tieni presente il film “What Women Want” con Mel Gibson?
    Beh, qua, nel blog è un: “What Vapers Want”.
    Cioè: spesso, a molti di noi che leggiamo, viene lo sfizio di chiedere e chiarire dei dubbi su qualche argomento ma non sappiamo precisamente qual’è la domanda giusta da fare.
    Poi, ti arriva il messaggio in posta che ti avverte che Mat ha fatto un altro articolo e, per magia, ci sono tutte le risposte alle domande che non sei stato in grado di fare.
    Leggerti è una grossa soddisfazione.
    P.S.
    L’ultima foto non mi piace; la penultima, invece, è un capolavoro, arte pura 🙂 :b.
    Ciao.

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    • Ahahah, questa è ottima!
      What vapers want 😀
      Beh, bene, vuol dire che sono riuscito a “vederci dentro” e rispondere 😉
      Sono ispirazioni che prendo da Facebook, dove purtroppo o per fortuna si legge di tutto.
      Io sguazzo nel disagio dei neofiti e produco risposte 😀
      Per l’ultima foto devi avere il firmware del cervello customizzato.
      O hai la versione che codifica l’ultima foto, o hai la versione che codifica la penultima, dipende da che software ti hanno installato 😀
      In ogni caso la maggior parte dei maschi umani ha la versione che codifica per il “capolavoro”, quindi sei in buona compagnia 😀

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  3. Pingback: “Con 200 watt e una coil spaziale, andiamo a farci male”: discorsi su dual battery, atom polmonazzi ecc. — Mat Eric’s Reflections – svapoecig

  4. Ciao materico ! Grazie per il blog molto interessante:) avrei solo una domanda: conosci la batteria tesla one? Ha la forma di tubo e dalle dimensioni credo contenga una singola batteria lipo già integrata e non sostituibile; in teoria riesce a gestire cento watt , il che sembrava strano anche a me al momento dell’ acquisto , tuttavia nelle specifiche viene dichiarata una corrente massima di scarica di 50 A ! È possibile secondo te ? Le sony vtcA non arrivano a quella cifra , anche se in fondo non sono lipo.

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    • Ciao Ivan!
      Grazie per i complimenti, cerco sempre di scrivere qualcosa che possa piacere, son felice che tu gradisca 🙂
      Allora, non conosco la One, ma 50A, se è una LiPo, ci possono stare, anche perchè non è detto che stiano dichiarando gli ampere CONTINUI, quindi è plausibile, sì.
      Magari prova a cercare qualche info in più, e io faccio lo stesso per vedere cosa viene fuori 😉

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  5. Ciao, sei un grande, articolo stupendo!
    Sono d’accordo con la maggior parte dei contenuti ad eccetto di ciò che è rivolto alla rx 2/3 o 200s…
    Sono un possessore di Cuboid e di rx 2/3 (e per di più sono uno di quei pochi sfigati a cui la cuboid legge valori di ohm spropositati finendo a fare cortocircuiti a caso)…
    Ho notato una grandissima differenza in consumo di batteria, e con l’rx 2/3 riesco a svapare quasi due giorni con due batterie senza doverle cambiare, mentre con la cuboid con la stessa resistenza e gli stessi settaggi non riuscivo a fare un giorno quasi… Non so se fosse un problema della mia cuboid, ma io la differenza l’ho sentita parecchio!
    Nonostante questo complimenti per l’articolo ultra simpatico, grande! 😉

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    • Ciao Matteo!
      Ben vengano i commenti come il tuo 🙂
      Guarda, io con l’RX non so più che dire.
      E’ la mia croce quella box, perchè due box su due (200s e 2/3) mi hanno dato risultati anomali, che però non sono condivisi, anche se per un confronto serio serve lo stesso metodo.
      La 2/3 in dual battery, VTC4, andava giù che era uno spasso.
      Ci riproverò, è l’unica, grazie comunque per avermi messo in guardia 🙂
      Mi spiace per la tua Cuboid, vorrei capire che problema è, perchè ho immaginato fosse una rogna che riguarda il pin.
      Sai dirmi che versione hardware hai?

      Grazie di nuovo per i complimenti, è un piacere per me 🙂

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    • Ciao Claudio!
      Vista sì, ma solo in video, provata no.
      Dalla prova che avevo visto, sembrava ben costruita e valida, ottima se lavori in subohm. Forse un po’ grande, ma per niente male.
      Di più purtroppo non so dirti :/

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  6. Pingback: Materic/Ignoranz – Hexohm v3.0, le “rognose grintose” e la dura legge di Georg | Mat Eric's Reflections

  7. Sempre interessanti, documentati e supportati da basi scientifiche, i tuoi articoli, oltre che dettati da vera passione e, sopratutto, da un’altra importante qualità che, in questo come in altri ambiti, diviene sempre più rara: l’onestà. Mi riferisco anche alla doverosa rettifica della recensione sulla Sigelei 213, device in un primo momento considerata ottima, forse a causa di un eccessivo entusiasmo. e poi rivelatasi, ad un esame più approfondito, carente nei suoi aspetti più salienti e basilari, almeno per una box di quella fascia di mercato. E proprio a tal proposito, poiché sarei particolarmente interessato ad acquistarne una che si discosti un attimino da quelle di “battaglia” che generalmente troviamo esaltate, a volte il maniera davvero esagerata, (come avvenne anche per la eVic Mini della Joyetech, come si evince da questa analisi e confronto > http://www.sigmagazine.it/2016/05/confronto-box-controllo-temperatura/), su internet da tanti relatori connessi a negozi e/o siti commerciali, che pare considerino l’ultima novità come la mitica Araba Fenice, sempre ricercata e mai trovata, vorrei chiederti quali opinioni hai su alcune box che sto prendendo in considerazione. Una di queste è la Pioneer4You IPV 400: cosa ne pensi? Ha un circuito Yihi, ma sembra, almeno guardando qualche recensione su Youtube, come questa > https://www.youtube.com/watch?v=PsYo8LH3y6Q , che il TCR funzioni a dovere. Poi c’è, sempre della Pioneer4You, la IPV 6x. Infine, tornando ad un prodotto meno tecnologico, la Joyetech eVic VTwo 5000 mAh da 80 Watt. Non mi interessano le grandi potenze, ma la durata della batteria, la sua versatilità e la precisione nella lettura delle resistenze e nel funzionamento del TC e TCR per il controllo di temperatura di coils al Ni, al Ti e in SS 316 montate su atom rigenerabili, ma senza andare al di sotto dei 0,5 Ohm. Cosa mi consigli? Un saluto e grazie.

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    • Ciao Antonio e grazie per i complimenti 🙂
      Allora, la iPV400 e la 6X non dovrebbero essere male, ma non le ho provate.
      Posso però dirti di stare attento, perchè specie la iPV6X è stata prodotta in tre batch, e solo la terza funziona bene.
      In ogni caso, lo sportellino delle batterie ho letto che non è proprio il massimo, quindi boh, io ci andrei un po’ cauto, magari cercando di spenderci poco tramite offerte, coupon ecc, così da ammortizzare la spesa se per caso qualcosa dovesse andare storto.
      Tra le due comunque sceglierei la 6X.
      Sulla VTwo non so dirti proprio niente, però se lavori molto con il TC, l’unica via abbastanza sicura è di solito l’uso del TCR.
      Ci sarebbe anche la Smok Alien, però nessuno ha ancora testato bene il TC.
      L’unico è stato DJLsb, che però sospetto sia di parte, a favore di Smok.
      Insomma, di fatto non ti ho risposto, ma non saprei proprio su cosa indirizzarti, perchè a meno di andare su prodotti di fascia alta, il resto è tutto un compromesso, specie negli ultimi mesi.

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      • Ciao, Mat, e grazie per la tua risposta. Alla fine, avendo trovato sui soliti siti cinesi (GearBest, FastTech, CigaBuy), delle buone offerte su prodotti alquanto testati e provati nel tempo da parecchia gente, ho optato per device privi dei circuiti Yihi, ma che comunque sembrano eseguire il controllo di temperatura e d il TCR correttamente, sempre stando alle informazioni che si possono ritrovare sul web. Il prezzo era davvero conveniente: € 27,00 per la Cuboid da 150w ed € 47,00 per il kit Smoktech H-Priv + TVF4 Micro!! E ho optato per queste 2… Ho cominciato da poco a rigenerare su di un Ehpro Bachelor (anche questo acquistato a poco, solo € 16,00 su GearBest… ed è originale!) che avvito su di una eVic Mini, ma mi serviva una box che consentisse di utilizzare anche atom con una base di diametro più grande ed una maggiore capienza in ml di e-liquid, come ad es. lo Steam Crave Supreme, e che offrisse la possibilità di una maggiore autonomia di corrente, quindi con doppia batteria, magari da 3000 mAh, come le LG marroni, poiché ciò che mi stressa molto è il dover star sempre a ricaricare batterie e a fare i refill agli atom…
        Del Cuboid della Joyetech ne hai parlato bene anche tu qui sul blog… Per quanto riguarda lo Smok H-Priv, vedremo… Un caro saluto e… continua così!

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  8. Sempre interessanti, documentati e supportati da basi scientifiche, i tuoi articoli, oltre che dettati da vera passione e, sopratutto, da un’altra importante qualità che, in questo come in altri ambiti, diviene sempre più rara: l’onestà. Mi riferisco anche alla doverosa rettifica della recensione sulla Sigelei 213, device in un primo momento considerata ottima, forse a causa di un eccessivo entusiasmo. e poi rivelatasi, ad un esame più approfondito, carente nei suoi aspetti più salienti e basilari, almeno per una box di quella fascia di mercato. E proprio a tal proposito, poiché sarei particolarmente interessato ad acquistarne una che si discosti un attimino da quelle di “battaglia” che generalmente troviamo esaltate, a volte il maniera davvero esagerata, (come avvenne anche per la eVic Mini della Joyetech, come si evince da questa analisi e confronto > http://www.sigmagazine.it/2016/05/confronto-box-controllo-temperatura/), su internet da tanti relatori connessi a negozi e/o siti commerciali, che pare considerino l’ultima novità come la mitica Araba Fenice, sempre ricercata e mai trovata, vorrei chiederti quali opinioni hai su alcune box che sto prendendo in considerazione. Una di queste è la Pioneer4You IPV 400: cosa ne pensi? Ha un circuito Yihi, ma sembra, almeno guardando qualche recensione su Youtube, come questa > https://www.youtube.com/watch?v=PsYo8LH3y6Q , che il TCR funzioni a dovere. Poi c’è, sempre della Pioneer4You, la IPV 6x. Infine, tornando ad un prodotto meno tecnologico, la Joyetech eVic VTwo 5000 mAh da 80 Watt. Non mi interessano le grandi potenze, ma la durata della batteria, la sua versatilità e la precisione nella lettura delle resistenze e nel funzionamento del TC e TCR per il controllo di temperatura di coils al Ni, al Ti e in SS 316 montate su atom rigenerabili, ma senza andare al di sotto dei 0,5 Ohm. Cosa mi consigli? Un saluto e grazie.

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  9. Sempre interessanti, documentati e supportati da basi scientifiche, i tuoi articoli, oltre che dettati da vera passione e, sopratutto, da un’altra importante qualità che, in questo come in altri ambiti, diviene sempre più rara: l’onestà. Mi riferisco anche alla doverosa rettifica della recensione sulla Sigelei 213, device in un primo momento considerata ottima, forse a causa di un eccessivo entusiasmo. e poi rivelatasi, ad un esame più approfondito, carente nei suoi aspetti più salienti e basilari, almeno per una box di quella fascia di mercato. E proprio a tal proposito, poiché sarei particolarmente interessato ad acquistarne una che si discosti un attimino da quelle di “battaglia” che generalmente troviamo esaltate, a volte il maniera davvero esagerata, (come avvenne anche per la eVic Mini della Joyetech, come si evince da questa analisi e confronto > http://www.sigmagazine.it/2016/05/confronto-box-controllo-temperatura/), su internet da tanti relatori connessi a negozi e/o siti commerciali, che pare considerino l’ultima novità come la mitica Araba Fenice, sempre ricercata e mai trovata, vorrei chiederti quali opinioni hai su alcune box che sto prendendo in considerazione. Una di queste è la Pioneer4You IPV 400: cosa ne pensi? Ha un circuito Yihi, ma sembra, almeno guardando qualche recensione su Youtube, come questa > https://www.youtube.com/watch?v=PsYo8LH3y6Q , che il TCR funzioni a dovere. Poi c’è, sempre della Pioneer4You, la IPV 6x. Infine, tornando ad un prodotto meno tecnologico, la Joyetech eVic VTwo 5000 mAh da 80 Watt. Non mi interessano le grandi potenze, ma la durata della batteria, la sua versatilità e la precisione nella lettura delle resistenze e nel funzionamento del TC e TCR per il controllo di temperatura di coils al Ni, al Ti e in SS 316 montate su atom rigenerabili, ma senza andare al di sotto dei 0,5 Ohm. Cosa mi consigli? Un saluto e grazie.

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    • Ho preso una pioneer4you Ipv5 200w, sia come solidita che come consumo batteria è eccellente, a confronto la ipv6x è un giocattolo propio traballante, e lo scelta anche in base ai consigli che ho letto nel articolo,molto soddisfatto

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      • Felice che ti piaccia! Come ho cercato di trasmettere dal pezzo, a me è piaciuta, però non mi ha fatto impazzire perchè sono un maledetto fissato su certe cose.
        Rimane però una box buonissima, IMHO, quindi goditela 😉

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  10. Ciao ,
    ho letto solo ora il tuo articolo e ti chiedo un consiglio.
    Al momento ho una Vtc mini con uno Zephyrus V2.
    Vorrei cambiare box e forse anche atomizzatore.
    Al momento , con quella configurazione e con le sue coil da 0,5 , svapo a 18 watt.
    Vorrei prendere un atom TFV8 e quindi dovrei stare su con i watt…almeno 40/50 e mi servirebbe una box che oltre alla potenza mi garantisca una certa autonomia.
    In pratica non mi servono 200 watt ma una box con doppia batteria o tripla mi garantirebbe un pò di autonomia anche a wattaggi un pelino superiori.
    Ho visto che stanno uscendo anche le box dual 26650 ma non ho trovato molto a riguardo.
    Il mio budget , considerando anche il costo di 2/3 batterie è al massimo di 60/70 euro.
    Che box mi consigli?

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    • Ciao. Se posso offrire un parere, fondato sulla mia esperienza, consiglierei all’amico Paolo una bella Smok H-Priv da 220 Watt, che ha un’ottima autonomia, in quanto, a parità di utilizzo e con le stesse batterie, sembra assorbire abbastanza meno di una Joyetech Cuboid: in pratica, allo stesso wattaggio le batterie durano di più, e con una coppia di riserva, svapando molto, si fa tutta la giornata (con delle LG 18650 da 3000mah). Se si vuole, invece, qualcosa di più leggero e trasportabile, ed anche meno ingombrante, opterei per l’ottima Eleaf iPower da 80 Watt, che ha già una batteria da 5000mah incorporata che dura davvero tanto, solo che per utilizzarla abbondantemente per tutta la giornata ne servirebbero due, il ché, visto il basso costo che ha, almeno su Gear Best, non comporterebbe una spesa eccessiva. Come atomizzatore, tenendo conto della resa e delle spese di gestione (ossia le coils già pronte all’uso, che costano meno di quelle del TFV8), ho trovato ottimo lo Smok TFV4 Micro, il quale consente anche di utilizzare una head coil rigenerabile: è bene, comunque, acquistare questo atom a parte, e non nel kit insieme alla Smok H-Priv, poiché in quello dato in dotazione nel kit mancano sia l’opzione da 5 ml di ricarica liquido, che il boccaglio atermico. Un altro ottimo atom, buono sia per il tiro “di guancia”, con l’aria quasi tutta chiusa, che “di polmone”, è l’Ehpro Bachelor, rigenerabile con una sola coil oppure con head coils già pronte all’uso (quelle con base in ceramica sono a buon prezzo, sempre su GB). Sperando di aver fatto qualcosa di utile offrendo i risultati della mia modesta esperienza e di non aver, sopratutto, contrariato te, Mat, per queste osservazioni, saluto tutti ed auguro un buon 2017 ai membri ed all’ideatore di questo straordinario blog! Ciao!

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      • Ciao Paolo!
        No figurati, anzi, mi fa piacere se nascono discussioni così 🙂
        Occhio però che la G Priv scarica le batterie a 2,8 volt ed ecco perché durano di più, bene per il Tfv4 che ho trovato essere un ottimo atom, e per il Bachelor ricordo che El Mono Vapeador ne aveva parlato bene, anche se io, dato che rigenero, ho preferito prendere l’Ammit di Geekvape da usare in TC.
        Hai però dato ottimi consigli, vediamo cosa viene risposto 🙂

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    • Informati sulla siglei fuchai 213 plus, se non vuoi utilizzarla in tc, altrimenti per il tc una ipv8 piooneer foryou,oppure alun altra di questa marca, dual batteria, con tre batterie la classica wismec rx200 che è una dwlle più usate come tripla batteria. Queste sono dentro il tuo budget

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      • Grazie per i consigli ma rimangono dei dubbi sulle 2 box.
        La fuchai e i suoi problemi è già stata citata alla fine di questo blog dal buon Mat.
        Sulla ipv8 ho visto dei video in cui si evidenziano dei problemi: in certi casi l’atom non viene visto o ci sono errori sulle coil.
        Intanto continuo a non trovare ancora nulla di soddisfacente sulla box da me indicata…la ijoy.

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  11. Cominciare nel ringraziare Antonio per tutti i suoi consigli.
    Per quanto riguarda la box , non vorrei più girare con le batterie dietro.
    Comunque valuterò bene le box che mi hai consigliato.

    Mat , al momento non ho individuato una box alternativa.
    Ti ho scritto perchè mi hanno colpito le tue analisi sul consumo di corrente e sulla scarica effettiva.
    Inoltre ultimamente sto vedendo dei video in cui i recensori mettono in dubbio anche gli effettivi watt nell’utilizzo delle box …. in pratica sembra che se sul display c’è scritto che sei sui 200 watt , alla fine stai svapando a forse la metà di quei watt.
    La box che ho segnalato mi ha colpito per dei commenti di gente che l’ha provata e sembra che l’autonomia sia enorme.
    Però aspetto un tuo consiglio , sicuramente + esperto di me nel settore.
    Grazie

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  12. Si esatto.
    Da quando ho cominciato a svapare , circa 1 anno , ho sempre seguito i suoi video e quelli di Ignoranz svapo.
    ….e adesso sono finito nel tuo blog ….che diventerà sicuramente un riferimento per me!!!!!!

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  13. Mat , anche se non ho più scritto , ti seguo sempre.
    Per una serie di problematiche , non ho ancora effettuato l’acquisto ma sto continuando ad informarmi.
    Ho eliminato la Ijoy e a questo punto mi rimangono 2 concorrenti : Fuchai 213 plus e la ipv8.
    Come scritto in passato , non mi interessa il controllo temperatura e dalle recensioni che ho visto , la Fuchai sembra che abbia un’ottima spinta e un consumo delle batterie migliore della ipv8.
    Tutto quello che ho letto o visto si riferiscono alla vecchia fuchai mentre non trovo grosse info sul modello nuovo …la plus.
    Non avendo fretta , penso che continuerò ad informarmi.
    Ciao

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  14. Ciao, sono capitato per caso in questo blog perchè cercavo informazioni sulla g-priv. Allora svapo da 3 mesi e non ci capisco ancora niente, il mio probema sono le vtc6 comprate in negozio al prezzo di 40 euro (secondo me è un furto) e non vanno più ,premetto che sono uno scemo perchè le carico con il cavo della g-priv ma premetto anche che non sono mai sceso sotto il 30% di batteria. E’ normale che non vadano più? Cioè si caricano ma tipo del 5% in 2 ore, ho la box attaccata da due giorni in carica perchè in questo momento non posso prendere altre batterie, ora vabbene che carico con la box ma è normale che delle batterie durino 3 mesi? aggiungi che ho fatto anche poche ricariche perchè sono strano ho momenti che svapo di continuo per 10 minuti e invece non svapo per delle ore e quindi le batterie duravano due e a volte 3 giorni!!

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  15. Ciao, Mat. Veramente la domanda era di David, non mia… io mi sono limitato a rispondergli in base alla mia esigua e breve esperienza. Un caro saluto. 🙂

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