Materic/Ignoranz – Hexohm v3.0, le “rognose grintose” e la dura legge di Georg

Esiste l’ignoranza nello svapo?
Ovvio, come in ogni ambito.
Noi però abbiamo anche IGNORANZ Svapo, ben diverso dallo svapo ignorante.

In effetti Enrico è uno showman di quelli giusti, preso bene alla grande secondo me, che in un certo senso, per come la vedo io, usa lo svapo come pretesto per fare spettacolo, per fare “un cazzo di show” come lui stesso ha detto qualche mese fa.

Eh sì, pure io seguo Ignoranz, che credete? 😀

Inutile dire quindi che ho colto subito l’opportunità di commentare il suo video in una bloggata.
Lui è un artista del video, ha la sacra arte dell’eye catching, del saperti tenere incollato allo schermo per quei 10 minuti di show, e non è cosa da poco.

In quel sesto di ora può dire cose notevoli, tipo come mettere il cotone nel Griffin, o perchè alla UD si sarebbero potuti risparmiare un atom, facendo uscire subito quello successivo, oppure sa spiegarci il DNA200 ed eScribe come io saprei fare solo in ottomila pagine di blog.
Lui invece lo fa in video, e ci riesce pure in poco tempo.
Figa, se non è fonte di ispirazione lui, io non so che dirvi 😀

https://i.ytimg.com/vi/h6MKHDNHczU/hqdefault.jpgIspirazione pura, ve lo garantisco

 

Ecco, in mezzo a tutti questi argomenti, salta fuori l’ultimo video sulla Hexohm v3.0.
E’ già passata una settimana, e mi scuso con lui per averci messo tutto questo tempo, che non sto a giustificarvi per pietà verso la vostra pazienza.

Preferisco andare al punto: è un cazzo di video dove si vede “nella pratica”, spiegato con il suo stile, il discorso a cui vi accennavo nella bloggata dei 200 watt e che comunque vi ho fatto varie volte.
Tutta la menata sui volt, i watt, i watt dentro la coil, gli ohm bassi, gli ampere ecc.

Ecco, è tutto lì.
Dato che lui ha “la sacra arte” della comunicazione, io invece di sacro non ho nemmeno l’osso, a momenti, lascio la parola a lui con il video sulla Hexohm.
Guardatelo, e poi dopo il “goodbye” andiamo a farci un po’ ragionamenti, che magari sta volta avranno più senso di quando ve ne ho parlato io 😉

 

 

Ed eccoci nel post-video.

Di cosa stiamo parlando, quindi?
Delle famose box “rognose”, “grintose”, “ignoranti” o “agricole”.
La Hexohm non è l’unica, c’è anche la Tesla Invader III attualmente, più varie mod artigianali che si basano più o meno sempre sullo stesso concetto.

Le parole chiave sono: meccanico, elettronico, varivolt, variwatt.

SE GIA’ CONOSCETE QUESTI CONCETTI, SALTATE A
“DAI, PARLIAMO DI BOX”

 

Panico per quelle quattro parole?
No panic, ora ve le (ri)spiego:

1) MECCANICO

Non è solo quello che aggiusta le macchine, ma è anche, nel nostro caso, un dispositivo senza circuito, quindi senza regolazioni.
Non a caso viene definito anche “non regolato”.

Una box meccanica, o un tubo meccanico, è concettualmente come una torcia.
C’è un posto dove mettere la batteria (o le batterie), una filettatura per l’atom, un tasto di attivazione e…basta, tutto qui.
Volete alzare i watt, abbassare i watt, guardare la carica della batteria, svapare in TC, leggere gli ohm, spegnere il dispositivo, aggiornare il firmware, mettere i loghi ecc?
Non potete, punto 😀

Si gioca tutto sulla carica della batteria, e sul valore di ohm della resistenza.
Più gli ohm si abbassano, più potenza buttate fuori.
Più la batteria è carica, più potenza buttate fuori.

Sono dispositivi pericolosi, i meccanici?
Sì e no, dipende dalle precauzioni che adoperate (niente condom, parlo di batterie buone ecc.)
Ho già parlato dei meccanici, banalmente anche qui, dunque non mi dilungo.

La HexOhm è meccanica?
NO, così come non lo è la Invader III.

E’ “semi-meccanica”?
Nemmeno.
E’ “quasimeccanica” o “circa meccanica”?
No, c’è un fucking circuito all’interno, quindi NON E’ meccanica.

E’ una circuitata, evidentemente, e quindi passiamo alla definizione di elettronico.

 

https://i2.wp.com/www.3fvape.com/30394-thickbox_default/beast-style-mechanical-box-mod-wood-wood-2-x-18650-american-flag-pattern.jpg
Meccanica pura: spazio batterie, tasto, 510. Basta.

 

2) ELETTRONICO

E’ un dispositivo dove c’è una qualche forma di circuito, oppure uno che ha studiato elettronica.
A noi interessa la prima definizione 😀

Se c’è un display (funzionante), è certamente elettronico, ma non deve per forza esserci un display per avere tra le mani un dispositivo con circuito, o elettronico, o regolato che dir si voglia.
Banalmente, la iJust 2 è un elettronico, anche se non si può regolare nulla, e non ha display.
La Hexohm v3, e anche la Invader III, sono elettroniche, ma non hanno display.
Quindi, cosa sono? Rognose, ovviamente 😀

Dai, vi dico dopo come funzionano, intanto le premesse doverose.
Vi basta ricordare comunque che la presenza di un circuito è una cosa che agevola la vita, e che non sempre ha un display a fargli compagnia.

 

https://svapomateric.files.wordpress.com/2016/09/70ce2-12479430_847531102041325_1812380796_n.jpg?w=812

3) VARIVOLT e VARIWATT

Sono le due modalità con cui un dispositivo elettronico può variare la potenza.
Varivolt significa semplicemente che permette di variare i volt.
Variwatt invece permette di variare i watt.
Semplice fin qui, ma ci sono due parole da dire, che si attaccano al discorso di Ignoranz.

La faccenda funziona così: tramite tastini “più” e “meno”, tramite rotella, o tramite potenziometro da ruotare con le unghie o con il cacciavite, come sulle box rognose, si va a modificare il voltaggio che arriva all’atomizzatore.
Di fatto, anzichè far arrivare all’atomizzatore i volt che la batteria può dare in quel momento, se ne possono far arrivare di più, o di meno, a seconda di come funziona il circuito.

Tutto ciò è bellissimo, perchè da una batteria che a piena carica mi eroga 4.2 volt, io posso decidere di far arrivare all’atomizzatore solamente 2 volt, per dire, oppure 8 volt, e la batteria è sempre la stessa, sempre carica a 4.2 volt o con un valore di carica qualsiasi.

Più o meno volt diventano più o meno POTENZA, che per noi drogati di vapore si traduce in nuvole più o meno gagliarde, sapore più o meno buono e intenso, soddisfazione più o meno presente.

Il varivolt ha uno scazzo però: non ci dice a che potenza andremo a svapare.
Per saperlo dobbiamo risolvere la formula della dura legge di Georg, o legge di Ohm per gli amici.
Ohmmmiodio, di che stiamo parlando?
Della SOLITA FORMULA che vi ripeto da sempre:

W = (V x V) : R
scrivibile anche come
V^2 / R

(quel ^2 è l’elevamento a potenza quadrata)

Mettetevela via: con un varivolt DOVETE fare questo calcolo, se volete sapere a che potenza siete.
Oppure potete sbattervene i maroni, impostare un valore a caso e sperare che non vi sfiammi la coil.

Io, fossi in voi, tirerei fuori lo smartphone dalla tasca e con la prima calcolatrice che trovate farei il conto, poi vedete voi 😉

E’ difficile?
Manco per niente, e ve lo dimostro ora.
Se, per esempio, avete fatto una coil da 0.34 ohm, e avete messo 3.7 volt, quanti watt vengono fuori?
Mettiamo questi numeri al posto delle lettere, e vediamo:

W = (V x V) : R
W = (3.7 x 3.7) : 0.34
W = 13.69 : 0.34

Il risultato è 40.26 e tanti numeri a seguire.
Insomma, siamo a circa 40 watt.

 

https://pp.vk.me/c636730/v636730706/3eb5/QceMG0kiJ3U.jpg

E’ utile questa cosa?
CAZZO, SI’.

Se infatti la matematica vi piace come la sabbia nel letto, e quindi decidete che magari il conticino qui sopra è troppo per voi, rischiate di fare macelli.
Non ci credete?
Leggete questa storiellina di vita da strada:

Anzichè fare il conto, Osvaldo il vaper spavaldo, nostra mascotte del blog, se ne sbatte, fa una coil bella tosta da 0.12 ohm e decide che vabbè, 3.7 volt o 4.2 volt sono lo stesso, tanto la freccina della HexOhm è più o meno nell’area giusta, perchè lui è un figo e va a occhio su ste cose, mica è una fighètta che sta lì a fare i conti come gli imbruttiti dell’università.

A 3.7 volt però sta a 114 watt circa, a 4.2 è a invece a 147 watt.
E insomma, 114 watt non sono proprio uguali a quasi 150, specie se magari già a 114 si era un po’ al limite.
Sono appena 0.5 volt di differenza, ma si trasformano in più di 30 watt, su una coil così bassa di ohm.

E’ più chiaro, adesso, il perchè sia meglio farsi i conti sui varivolt? 😉

Siccome la gente però si stava scazzando a fare sempre il conticino, hanno inventato i variwatt.
Sono la stessa cosa dei varivolt, cioè variano comunque i volt in uscita, in modo da avere più o meno potenza, ma il conticino di prima, quello dei volt per volt diviso resistenza, ve lo fa il circuito, all’istante, senza che manco lo vediate.
Voi regolate con i tastini, o con il pomellino, o con quel cacchio che c’è per regolare, e il display IN TEMPO REALE vi fa vedere a che potenza andrete a finire.
Ecco perchè all’aumentare dei watt aumentano anche i volt, sul display, nel caso ve lo foste chiesto.

https://i.ytimg.com/vi/6QYkihGIgCA/maxresdefault.jpgEsempio di variwatt.
I watt specificati sono 50, e in effetti se fate (4.18 x 4.18) : 0.35 vi risulterà praticamente 50.
Il circuito fa il conto in diretta per voi.

DAI, PARLIAMO DI BOX

Bene, e ora che abbiamo visto un po’ di concetti, passiamo alla rognosa del video:

LA HEXOHM V3.0.

Buttiamo un occhio a cosa ci dice il produttore:

hexohm-caratteristiche

Tante parole da “professorone”, tanti bei numerini, ma niente di complicato.

Vi stanno dicendo che IN USCITA, cioè verso l’atomizzatore, voi potete mandare dai 3 ai 6 volt, che il limite di ampere è 30, e che al massimo vi dà 180 watt.
I “volt in uscita” sono quelli che all’atto pratico regolate con la freccina: tutto a sinistra sono 3 volt, tutto a destra sono 6 volt.

La Hexohm è una variVOLT, quindi perchè parlano di watt?
Come vi ho detto prima, varivolt e variwatt sono uguali nel funzionamento, cambia solo “l’unità di misura” che usano.
Quindi è ok che una varivolt abbia un limite di watt, vi stanno solo dicendo che se usate la formulina di Ohm, e il risultato è più di 180 watt, non si può fare.

In più, c’è una cosa strana: le coil fattibili, scritte su “resistance range”, vanno da 0.1 a più infinito, cioè da 0.1 ohm fino a quanto volete, però nella riga subito sotto scrivono che è meglio fare coil da 0.2 ohm.
Com’è la faccenda?

Ve l’ha già spiegata Enrico: è questione di non chiedere alla box PIU’ di quel che può dare.

La legge di Ohm ci torna utile, ma questa volta il conto cambia.
Vogliamo sapere infatti che valore MINIMO di resistenza si può fare, con questi numeri.

R = (V x V) : W

Buttiamo dentro i numeri massimi della Hexohm al posto delle lettere:

R = (6 x 6) : 180 => 0.2 ohm

Et voilà, 0.2 ohm è proprio il valore che vi permette di tirare fuori 180 watt, stando a 6 volt.

Vuol dire che allora BISOGNA fare coil da 0.2 ohm e mandarle a 6 volt?
NO.

Vuol dire che per non fare puttanate e non sforare la potenza massima se per caso mandiamo al massimo i volt, bisogna stare almeno a 0,2 ohm.

Diamo un occhio agli ampere, cambiando versione della legge di Ohm, e vediamo cosa succede:

R = W / (A x A)
R = 180 / (30 x 30) => 0.2 ohm

E siamo sempre qui.
Quindi con 0.2 ohm, buttando la Hexohm a 180 watt, siamo comunque dentro i limiti di ampere massimi.

Infine, giusto per scrupolo, usiamo l’ultima versione della legge di Ohm:

R = V / I
R = 6 / 30 => 0.2 ohm

Niente, sempre 0.2 ohm.
Poco da fare: se vogliamo sparare tutto al massimo, l’unica è fare una coil da 0.2 ohm.

Ovviamente questo NON vuol dire che o fate una coil da 0.2, oppure fanculo.

Potete anche fare una coil da 2.7 ohm, come si faceva quattro anni fa, oppure potete farla da 0.3, da 1.2, da 0.24 o anche da 0.15, e via dicendo.
Insomma, potete fare il cazzo che vi pare, da 0.1 ohm in su.

La cosa da ricordare è che SE VOLETE SPARARE AL MASSIMO CONSENTITO,
la coil deve essere ALMENO DA 0.2 OHM.

Se invece ve ne fregate del massimo e volete solo svapare bene, allora da 0.1 ohm in su va bene tutto.
L’importante è non sparare al massimo dei volt sotto gli 0.2 ohm.

SPARA LA POTENZA, SFIAMMA LA RESISTENZA!

E qui arriviamo al discorso succulento della questione, dove mettiamo insieme tutti i casini che possono capitare 😀

Allora, dai conti che ho fatto prima quando ho parlato del varivolt, emerge una solida verità: è un attimo fare stronzate 😀

Quando si variano i volt, infatti, la scala cambia di “importanza” a seconda di quanto vale la coil.
In pratica con il variwatt, 1 watt sarà sempre 1 watt a livello di “spinta in più”.
Con il varivolt invece, 1 volt di differenza può essere quasi niente o tantissimo, a seconda del valore della coil.

Lo si può capire dalla formula:

W = (V x V) / R

La R, che è il valore di resistenza, è al denominatore, insomma sta “sotto”, se scriviamo quella roba come una frazione.
Ed esattamente come in certe situazioni, chi sta sotto può stravolgere i giochi.
Stavo pensando all’MMA, che avevate capito? 😀

In particolare, il problema di noi vapers è che possiamo arrivare a quasi zero, con gli ohm, e dalla scuola superiore ci insegnano che più il denominatore va a zero, più il risultato, in forma quasi poetica, tende all’infinito.

Ok, non ve ne sbatte nulla della matematica da superiori, quindi ascoltate me:

 

Più gli ohm si abbassano, più il cambiamento di volt vi stravolge la potenza finale.

Cambiare di 1 volt su una coil da 3 ohm è roba di poco conto, cambiare di 1 volt su una coil da 0.1 ohm è TUTT’ALTRO discorso che vi butta su le migliori decine di watt.

Quindi, se siete in subohm, ANDATECI CAUTI e fatevi due conti prima di mettere l’unghia sul pomellino della freccetta.

 

https://pp.vk.me/c630924/v630924045/244e8/h5Gd0I7tVKw.jpg

In secondo luogo, c’è un discorso più ampio da fare, che comunque ho già fatto in passato:

Il valore di watt o di volt giusto o sbagliato
DIPENDE DAL TIPO DI COIL e NON DAL VALORE DI OHM

Vi siete fatti i vostri conti, avete tirato fuori una coil da 0.3 ohm, siete sopra gli 0.2 consigliati, e quindi a posto, spingi su quella cazzo di freccina!
Invece no, non è così che funziona.

Soprattutto con queste box che possono spingere dibbbrutto spostando di tre millimetri la freccina, ricordatevi il discorso della potenza sulla superficie.

L’ho detto e stradetto, e Ignoranz ve l’ha ricordato dicendo che magari potreste non giovare molto della svapata fatta a 6 volt.

https://i0.wp.com/vapeinperfection.com/fu/media/catalog/product/cache/1/thumbnail/300x300/9df78eab33525d08d6e5fb8d27136e95/h/e/hexohm_10_1.jpgIl potenziometro è piccolo, i danni possono essere grandi.
Mi raccomando raga.

E’ quindi IMPORTANTE farsi due conti e controllare che la potenza finale che viene fuori, dopo aver calcolato tutto, non sia TROPPA per la coil che abbiamo messo su.

Non basta fare un po’ di spire a casaccio con il primo filo raccattato in fondo al cassetto, alzare i volt e via, a fare i bulli.
Andate prima su steam-engine.org, sezione “coil wrapping“, e dopo aver buttato dentro tutti i valori della vostra coil, controllate la casellina “heat flux“.
Alzate i watt finchè la fiammellina diventa di un bel verde oliva, e lì fermatevi.
Guardate quanti watt sono, e non superateli.

Se non sapete come trasformare i watt in volt da impostare sulla box rognosa, la formula è questa:

V = √‾ W x R ‾‾

Non riesco a fare una cosa bella da vedere, ma il concetto è “potenza per resistenza, tutto sotto radice quadrata”.

Infine, come al solito, vi ricordo di usare BATTERIE BUONE e ACCOPPIATE.
Lo so, spacco il cazzo come i vecchi sclerotici che ripetono la storia della loro vita, ma sono cose importanti, soprattutto su dispositivi del genere.
Usate batterie che reggano i watt richiesti, e mi raccomando, che siano UGUALI IDENTICHE, usate in pari misura, o nuove in pari misura, come preferite, tanto è lo stesso.

https://i0.wp.com/www.3fvape.com/63447-thickbox_default/authentic-tesla-invader-iii-240w-vv-variable-voltage-box-mod-black-zinc-alloy-2-x-18650-3666v.jpghttps://i1.wp.com/cdn3.volusion.com/myrsg.dceqt/v/vspfiles/photos/HEXOV3-2.jpg

Ah, già, dimenticavo: cos’è la Hexohm, o la Tesla Invader III?

Semplice: sono box circuitate, stepdown (cioè buttano fuori MENO volt di quelli che ricevono dalle batterie), senza display, ma con la possibilità di regolare i volt.
Sono anche protette, ma questo è un po’ “ovvio” quando c’è un circuito.

Sono “rognose”, “grintose”, “agricole” ecc perchè non hanno tutte le fighetterie digitali delle box più evolute, oltre ad avere un’ottima reattività.
Insomma, potenza bruta, aggeggio spartano per regolare i volt, un sacco di watt e il minimo sindacale di protezione per non fare il botto.

Ignoranz ha la Hexohm, io ho la Invader III, che è simile, anche se meno essenziale, dato che, udite udite, ha addirittura il led blu che dà indicazioni di batteria scarica, cortocircuito ecc, oltre a fare un effetto molto tamarro in stile Tokyo Drift 😀

Ho letto tra i commenti al video, dove qualcuno domandava quale delle due sia meglio.
Onestamente, non saprei.
Io ho solo la Invader III, a me piace, è quello che cercavo.
Ne ho parlato un po’ qui, ma non ho la Hexohm, quindi non posso fare un confronto.

L’unica cosa che so è che parte da 0.5 volt in più della Hexohm, e finisce a 0.5 volt in più.
Dichiarano 240 watt massimi, ma ci credo poco, principalmente perchè da due batterie non ce li cavi fuori, secondo me.
Sicuramente costa meno della Hexohm, e questo può essere un buon punto a favore, ma vabbè, il prezzo è sempre relativo al valore che diamo all’oggetto.

Io volevo un dispositivo grezzo, rognoso e grintoso, ed ecco quindi il perchè della Invader III.
La Hexohm probabilmente è più curata, e non è escluso che sia anche più reattiva, quindi a seconda delle vostre aspettative, scegliete l’una, l’altra, o entrambe 😀

Come sempre, per non fare torto alla crescente popolazione vaper femminile (tra cui Italia, che reclama le foto 😀 ) e ovviamente agli eventuali gay che mi leggono, mettiamo il solito bel bambolino in chiusura.
Eh raga, non tutti guardiamo solo le donne, via dai! 😀

https://pbs.twimg.com/media/CqYTAAxXYAA5g-e.jpg

Ecco, dopo l’intermezzo palestrato, penso di avervi detto tutto.
Ringrazio di nuovo Enrico “Ignoranz Svapo” per l’idea, e come al solito, se avete domande, sono qui, tra un impegno e l’altro 😉

Buona serata,
Mat

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16 thoughts on “Materic/Ignoranz – Hexohm v3.0, le “rognose grintose” e la dura legge di Georg

  1. Repetita iuvant 🙂 soprattutto sul discorso potenza/superficie che una volta compreso bene ti apre le porte del piacere di svapare. Quello che non capisco però è il perchè dovrei spendere 200 piotte per avere una cosa “rognosa” quando con 50 posso prendermi ad es. una smok alien 220 W che, oltre ad essere piena di funzioni e controlli elettronici, è anche (per i miei gusti) molto più elegante e pratica. Capisco che avere una box “agricola” possa dare l’immagine da Rusty il selvaggio ma per il resto non ne comprendo l’utilità

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    • Ahahahah, Rusty il selvaggio 😀
      Ok, basta, con questo mi hai migliorato la giornata, e mi fa capire che tu hai guardato cose di un certo livello 😉
      Detto questo, spendi sta botta di cash perchè hai uno svapo tendenzialmente più aggressivo.
      Non so dirti come lavorino questi circuiti, ma PENSO che non avendo particolari processori, dato che non c’è alcuna funzione “strana”, siano molto più diretti.
      Io per dire l’ho notato tra la mia Invader III e la Cuboid.
      Se i 200 euro sono follia, se ne spendono 30-50 e ci si prende la Tesla 😉

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  2. Ciao,
    non mi risponderai sicuro ma ci provo… vengo gia da varie box elettroniche e da un po mi diletto con atom rigenerabili.. avrei intenzione di prendere una Tesla III già da un po xche.. boh.. nn so xche è tanto rozza quanto figa.. avrei intenzione di usarla in modo soft.. coil sempre tra i 0.5 e 1 ohm..non mi interessa fare cappe di vapore.. considerando la legge di ohm lasciando fisso il potenziometro al minimo (3.6 volts) son in un range ok in termini di sicurezza? ovviamente testerei le coil sempre prima su box elettronica per verificarne il valore e funzionamento. Grazie in anticipo. Luca

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    • Ciao Luca!
      La Invader III l’ho scelta apposta anche io perchè è rozza 😀
      Calcola che la Invader III al minimo non è detto che dia 3.6, la mia ad esempio dà 3.8 volt (misurati a multimetro), in ogni caso anche così e con una coil da 0.5 andresti a 28 watt.
      Se metti due batterie qualsiasi di quelle “moderne”, cioè le varie Sony, Samsung, LG ecc, vai proprio tranquillissimo.
      Se fai coil da 1 ohm, diventano 14 watt, quindi insomma, direi che puoi stare sereno 🙂

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      • Ahah.. no era x dire dati i numerosi commenti che ti lasciamo.. comunque grazie x la considerazione e xche mi sn fatto una cultura leggendo i tuoi post chiarissimi!! 👍🏻 E p.s. Acquistata fresca fresca stasera attendo con ansia la carica delle batterie X provare la “tanichetta agricola” eheh

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  3. no, non ce l’ho.. me ne procuro uno e ti dico.. la box è veramente una bomba, qualità prezzo/prestazioni oserei quasi dire che sia il top anche se nell’attesa di avere un clone origen little con un goon in single coil a resistenze alte non renda granche ma non è colpa della box.. 😉

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  4. Ciao Materico,
    possiamo quindi dire che la hexohm fornisce gli stessi strumenti di protezione per svapare in sicurezza di una box con circuito dna, ad esempio? se così non fosse, mi sai dire in cosa differesce?
    Altra cosa: sulla hexohm come è possibile capire quando le batterie sono arrivate ad un livello di scarica che prevede di doverle ricaricare? succede forse che la box opera un cut-off e smette di funzionare?

    Grazie mille e complimenti. Il tuo è un blog incredibile, non ho mai trovato nulla di così ben scritto e tecnicamente preciso.

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  5. Oltre a questo, rompo un altro po’ le scatole e ti chiedo:
    In una box come la Hexohm v3, circuitata e con mosfet, quante possibilità ci sono di creare danni tali da bruciare il mosfet o altra componentistica del circuito/box (utilizzando tutte le accortezze del caso, evitando build troppo spinte, e controllando le coil su di un tab prima di utilizzarle)?

    Ti chiedo questo perchè sono indeciso tra questa e una Tuglyfe con DNA (Che da quel che ho capito è pressochè impossibile da danneggiare anche accidentalmente).

    È una paura fondata la mia o no? Detto in maniera brusca, mi piacerebbe avere il culo parato da possibili incidenti di percorso che mettano a repentaglio il funzionamento del dispositivo.

    Grazie per la pazienza, confido in una tua risposta.

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    • No, allora…La DNA è una cosa, la V3 un’altra.
      Intendo proprio come destinazione d’uso.
      Questo te lo dico per orientare meglio il tuo acquisto.
      Detto ciò, se tu fai una coil superiore a 0.2 ohm sulla v3, non puoi scassare nulla, a logica.
      Sei entro le specifiche del circuito, quindi è ne più ne meno che usare la DNA.
      Se vai SOTTO lo 0.2 e spari i volt al massimo allora forse potresti in qualche modo danneggiare il circuito, anche se non so come onestamente.
      Mi attengo a quanto dicono nelle specifiche, dato che non conosco il circuito a livello fisico.
      Quindi insomma, se tu usi il circuito (non importa quale) entro le specifiche, sicuramente non fai danno.

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  6. Certo, sono due cose diverse come utilizzo, cosa intendi esattamente come destinazione d’uso diverse?
    Certo, capisco che per sfruttare appieno il DNA ha senso farlo lavorare in un certo modo (TC, personalizzazione ecc), ma sarei curioso di sapere cosa intendi nello specifico.

    Capisco. E nel caso di un corto circuito dell’atom? (mettiamo per esempio che sbadatamente una gamba della coil tocchi la campana dell’atom). Non corro il rischio di bruciare nulla una volta che metto in fire la box?

    Grazie e scusa se sono stato impreciso su qualche punto.

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    • Più o meno sì.
      Intendo che una DNA è una box con display, collegamento al pc, ottimo TC, variwatt preciso ma morbido, batteria che in certi casi è una Lipo.
      La Hexohm è una box Più grintosa e ignorante: niente display, niente TC, niente di niente.
      Varivolt da regolare con l’unghia ed erogazione “spinta”.
      È una box chiaramente adatta a dripper o a tank polmonazzi.
      Riguardo alla protezione dai corti non ho trovato nulla di ufficiale quindi non mi sbilancio a dirti nulla

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  7. Ti ringrazio. Sono solito utilizzare dripper ma mi sto orientando sullo svapo più ragionato del DNA (nel dubbio anche che qualche preoccupazione in meno sicuramente lo da).

    Ora sto cercando di chiarirmi con me stesso e capire se un atom dalla camera ridottissima come il Nipple può essere usato in dripping (senza opzione bottom feeder) senza impazzire con uno sgocciolamento dopo l’altro.

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