L’esordio con Georg (esempi pratici della legge di Ohm)

Eccomi, finalmente.

Escludendo il video sulla eVic che ho pubblicato qualche giorno fa per inaugurare il blog, queste sono le prime parole strutturate che scrivo nel mio nuovo spazio internettiano…insomma questo è il primo vero pezzo che scrivo.
Mi farete sapere nei commenti cosa ne pensate, ma veniamo a noi.

Voglio parlarvi di Georg perchè, se svapate, la sua legge può tornarvi molto utile.
Parlo ovviamente della legge di Ohm, scritta appunto da Georg Simon Alfred Ohm.

Come funziona il discorso?
Beh, sostanzialmente quando si parla di roba elettrica applicata allo svapo, sentiamo sempre parlare di volt, di ampere, di ohm e di watt.

Il bello della questione è che esiste una certa somiglianza tra tutti sti discorsi elettrici e il comportamento dell’acqua, e questo mi aiuterà negli esempi.
Partiamo dicendo che roba è questa, così diamo un senso ai quattro cognomi scritti qui sopra (eh già, in una sola frase c’è un bel pezzo di umanità scientifica).

Mi aiuterò con un disegno che aiuta a capire meglio:

legge di ohm cisterna.jpg

 

 

Volt: in omaggio ad Alessandro Volta, indica la differenza di potenziale elettrico.
Insomma, è un po’ la forza che spinge la corrente, proprio come il peso dell’acqua nel disegno.
Volendo possiamo anche immaginarlo come il “salto” che deve fare l’acqua, se pensiamo che cada per gravità da una certa altezza: più altezza, più forza nel cadere.
Quella “differenza di potenziale” la possiamo vedere sulle box con circuiti YiHi, ad esempio.
Se ci fate caso, quando date corrente premendo il tasto di fire, vedrete il livello della batteria che cala per tutta la durata dell’erogazione, e torna su quando smettete.
E’ appunto il “salto” che i volt devono fare.
Potete leggerli sul display delle vostre box, quasi tutte vi dicono quanti volt vengono applicati.
E’ il numerino con la “V” di fianco.

Ampere: in onore di André-Marie Ampère, indica l’intensità della corrente.
Si indica con A, ma viene indicato anche con I.
Nell’esempio del vascone di acqua, è la portata, il flusso di acqua.
Alcune box vi dicono quanti ampere vengono assorbiti, ma è in realtà un valore che non viene spesso indicato.
E’ fondamentale per sapere QUALI BATTERIE COMPRARE.
Scritto in grande, perchè è una questione molto seria, che ultimamente sta creando qualche problemuccio in giro per il mondo.

Occhio, perchè ci sono anche gli ampere/ora, espressi spesso come MILLIampere/ora, o mAh.
Quelli indicano la capacità della batteria, ovvero quanto può durare. Più mAh, più durata.
Nel disegno corrisponde alla quantità di acqua nel vascone, o se vogliamo corrispondono alla dimensione della vasca.
Non vanno assolutamente confusi con gli ampere di scarica, sono cose diverse.

Watt: di nome faceva James, ed è l’unità di misura della potenza.
Questo lo sappiamo dalla vita di tutti i giorni: aspirapolvere, frullatore, televisione, stereo tamarro spaccamuri, microonde ecc. esprimono la potenza in watt, e anche i nostri tubi e le nostre box.
Niente di difficile, direi.
Nel disegnino sarebbe la forza finale con cui l’acqua arriva giù dal tubo.
La cosa interessante è che i Watt sono calcolabili come Volt x Ampere, e in altri modi che vedremo dopo.

Ohm: e finalmente arriviamo al nostro amico Georg, quello che ha messo insieme tutti questi altri cognomi in un’unica legge.
Di loro, gli ohm sono l’unità di misura della resistenza.
Cos’è la resistenza, se parliamo di roba elettrica?
E’ qualunque cosa che ostacoli il flusso di corrente.
Stando meno sul generico e applicando il concetto allo svapo, la resistenza è la coil, o testina, che montiamo nell’atomizzatore.
Insomma, quella che si brucia dopo un po’ e va cambiata.
Di per sè è solo un valore numerico che NON CI DICE NULLA riguardo al TIPO di testina.
Ci dice solo che resistenza viene opposta al flusso di corrente.

Bene, ora che conosciamo i protagonisti, vi dico in che rapporti sono l’uno con l’altro.

Partiamo dicendo che la prima legge di Ohm ci dice che:

I = V / R

In altre parole, più aumentano i volt, più aumentano gli ampere. Più aumenta la resistenza, meno ampere passano.
Questa cosa la potere vedere sull’eVic Mini, ad esempio, che vi indica tutto: volt, watt, ampere e ohm.
Se aumentate la potenza, vedrete che aumenteranno i volt e aumenteranno gli ampere (quelli con la “A” di fianco).

Tornando all’esempio del disegno che ho messo all’inizio, diventa tutto più semplice da capire, e tutto quadra: se aumento i pesi (volt) spingo più acqua (ampere). Ma se aumento la chiusura del rubinetto, cioè chiudo di più (aumento gli ohm) mi diminuisce il flusso di acqua (cioè diminuiscono gli ampere).
Bene, tutto sembra molto ragionevole.

C’è anche un’altra immagine, molto più trollona, che potrebbe aiutarvi a ricordare il concetto…mettiamo pure questa, dai 😀

 

 

Il concetto è sempre quello, ma i meme forse aiutano più dell’acqua.

 

legge-di-ohm-troll

 

Da sto poema possiamo già capire una cosa, sempre parlando di svapo:

se usiamo un tubo o una box meccanica, aumentando la resistenza che facciamo o che mettiamo, avremo un minore assorbimento in ampere.
Se invece facciamo una resistenza molto bassa, tipo 0.1 o 0.2 ohm, avremo un grande assorbimento di ampere, e la batteria non sarà tanto felice.
ECCO PERCHE’ è sconsigliabile usare coil con ohm molto bassi su meccanico, se tutto il sistema non è ben calibrato.

In altre parole: si possono anche fare coil dai valori di ohm molto bassi (il cosiddetto subohm estremo), ma bisogna che OGNI COSA FUNZIONI PERFETTAMENTE e SIA PENSATA PER POTERLO FARE.
Questo significa avere:

1) Atom pensati per il subohm (gli isolatori devono poter sopportare le scariche di corrente che arrivano)

2) BATTERIE che supportino e sopportino il subohm, cioè che abbiano MOLTI AMPERE DI SCARICA CONTINUI

3) Tubi o box che permettano di gestire volt così bassi, o correnti così alte.

4) Una buona visione d’insieme, che definiremo esperienza.

Il quarto punto spesso viene sottovalutato. Non si può giocare a fare gli esperimenti a casaccio con queste cose, parliamo pur sempre di CORRENTE e BATTERIE, roba che a farla buona sfiamma, a farla brutta esplode.
Non voglio fare del terrorismo gratuito, ma ci tengo ad esporre con chiarezza che giocare con l’elettrotecnica può essere pericoloso, se non si ha idea di cosa *potrebbe* succedere.

 

not ohm suggestion

“Ecco perchè si chiama legge di Ohm, e non suggerimento di Ohm”
(ironia innanzitutto, ragazzi)

 

Bene, detto questo, passiamo alla seconda parte, ovvero come si lega la formula di prima con la potenza.

Beh, senza stare qui a fare troppo i teorici, sappiate che la potenza, cioè i watt, sono calcolabili come Volt x Ampere, e questo l’ho già detto prima, ma sono ottenibili anche elevando al quadrato i volt e dividendoli per gli ohm della resistenza.

Insomma:

W = V x I

e anche

W = V2 / R

In questo modo possiamo sapere a quanti watt stiamo svapando se magari la nostra box o il nostro tubo NON ci dice i watt, e dando un occhio alla formula possiamo anche vedere che se diamo sempre gli stessi volt, ma aumentiamo la resistenza, avremo una potenza più bassa.
Pure questo discorso quadra, se guardiamo il solito disegno dell’acqua.

Ovviamente esistono tutte le formule inverse, ottenute partendo da queste due.

Per comodità metterò qui uno schemino riassuntivo, così se avete bisogno potete guardarlo al volo:

 

Ohm's_law_formula_wheel.JPG

 

 

 

leopard.jpg

Non perdetevi tra le formule e prendete esempio da lei:
l’importante alla fine è svapare 🙂

 

APPLICAZIONI PRATICHE

Ok, vediamo quali formule usare e quando ha senso usarle, parlando sempre di svapo.
Sono solo alcuni esempi, ma vi danno qualche spunto per poi districarvi da soli:

1) “Ho un meccanico, voglio sapere da quanti watt parto facendo una coil di un certo valore”

Userò la formula “W = V2 / R”, mettendo il valore in volt della batteria carica, ovvero 4.2 volt.
Il valore di R è quello della coil che usate o avete fatto.
Se le batterie sono in serie il discorso cambia di molto, ma di questo ne parleremo un’altra volta.
Esempio pratico: faccio una coil da 0.8 ohm su meccanico, che potenza viene fuori a batteria carica? E a batteria scarica?
Risposta:

4.2 volt al quadrato = 17,64 volt
17,64 volt : 0.8 ohm = 22,05 watt

3.3 volt al quadrato = 10,89 volt
10,89 volt : 0.8 ohm = 13,61 watt

Quindi partirò da 22 watt circa e arriverò a 13 watt circa.

2) “Oh zio, cioè, voglio svapare in meccanico e fare la nebbia in val padana, cioè, mi serve una batteria di quelle che pompano, cosa mi consigli?”

Bene, qui si usa la classica legge di Ohm. Ci interessa sapere quanti ampere assorbe un certo valore di resistenza, quindi dobbiamo calcolare I.

I = V/R

Diciamo che una coil bassa potrebbe essere da 0.1 ohm.
Ok, quindi abbiamo il valore di R.
Ipotizziamo che la batteria sia carica, quindi 4.2 volt, e abbiamo anche V.

Quindi I = 4.2 / 0.1 = 42 ampere di assorbimento.

Dobbiamo dunque trovare una batteria che ci dia 50 ampere EFFETTIVI (teniamoci larghi), se vogliamo usare una coil da 0.1 ohm.
Oppure dobbiamo fare una coil con un valore più alto.
A titolo informativo, NON ESISTONO attualmente in commercio batterie 18650 con PIU’ di 30A di scarica.
Occhio quindi, perchè come abbiamo appena visto, una coil da 0,1 ohm non è sopportabile da una singola batteria 18650.

3) “Mi sono comprato un Provari v2.5 sul mercatino, è un tubo bellissimo, ma non ci sono i watt! Come faccio a sapere a che potenza sto svapando?”

Vuoi sapere i watt, hai i volt (te li dice il Provari) e hai gli ohm (te li dice il Provari): si usa la formula dell’esempio n°1 😉

4) “Ho comprato una box fichissima, elettronica, arriva a 200 watt! Non so però se con le mie batterie ce la faccio a pompare di brutto, secondo voi ce la faccio? Uso una AW 18650 con scritto 10A”

In questo caso dobbiamo guardare gli ampere di scarica della batteria. Ci interessano i watt, e quindi dovremo usare:

W = V x I

Che volt si usano? Beh, siccome è su elettronico, si usano i volt della batteria, quindi 4.2 a piena carica e 3.3 a batteria scarica, e non i volt che segna il display, come verrebbe da pensare.
La situazione più gravosa è ovviamente a batteria scarica, quindi scegliamo 3.3 volt come valore.

W = 3.3 volt x 10A = 33 watt

Vuol dire che con 10A di scarica potrà arrivare a 33 watt, su elettronico.
Ovviamente il conto non è così lineare, perchè dipende anche dall’efficienza del circuito, da eventuali consumi aggiuntivi ecc, quindi teniamoci cautelativamente al 70% di quel valore…diciamo che è meglio non andare oltre i 23 watt circa.
E’ un conto cautelativo, sia chiaro, ma è per farvi capire come ragionare per non farsi male e non stressare le batterie.
Ricordate inoltre che le batterie, usate AL MASSIMO della loro scarica in ampere, durano meno come vita utile. Insomma, le buttate via prima.

5) “A me piace svapare a 10 watt, ma il mio amico ha una box dove posso mettere solo i volt…come devo fare per avere 10 watt? Io uso un Nautilus da 1.8 ohm”

I watt sono legati ai volt e alla resistenza, quindi dobbiamo trovare i volt:

E quindi radice quadrata di 10 x 1.8, che dà 4.24 volt, o 4.2 volt per difetto.

6) “Fino a quanti ohm posso arrivare su meccanico?”

Classica domanda che giustamente si pone chi ha “due dita di testa” e ci tiene a non fare vaccate.
Di nuovo, Georg ci tornerà utile, è solo questione di capire cosa guardare.
L’idea evidentemente è quella di sapere qual è il limite MINIMO di resistenza.
Quindi parliamo di resistenze BASSE.
Cosa succede quando ho poca resistenza? La prima legge di Ohm ci dice che gli ampere scaricati diventano tanti (è come avere un rubinetto quasi spalancato), quindi sicuramente nella formula devono esserci gli ampere sopportabili dalla batteria, quindi I.
Bene, poi che altro? Sicuramente servono i volt, perchè è l’unica cosa che sappiamo della batteria. La potenza non la sappiamo, dato che è una conseguenza, e la resistenza non la sappiamo, perchè è proprio quel che vogliamo calcolare.
Quindi dovremo usare una formula con R, V, I.
R = V /I
sembra ottima per capire quale valore di resistenza possiamo usare come confine.
Che valore di I usiamo?
Pensiamo ad esempio alle Sony VTC5, con 30A dichiarati di scarica continua.
Scegliamo 30?
Io direi di stare più bassi.
E’ vero che la batteria PUO’ dare 30A di scarica, ma non tutto quel che si può fare è furbo farlo.
Teniamoci a 20, così la batteria dura di più e siamo sicuramente entro le specifiche, oltre a fornirci ottime prestazioni, in ogni caso.
I volt, quali usiamo?
4.2 volt di carica piena, ovviamente.
In realtà potremmo usarne anche meno, ma con 4.2 è più prudente.

Quindi:

R = 4.2 / 20 = 0.21 ohm

0.21 ohm è quindi il valore minimo di resistenza che è prudente usare, nel caso di batterie con 30A di scarica EFFETTIVI.

Per il momento è tutto, alla prossima, in cui magari vi parlerò più nello specifico delle batterie, e di come sceglierle.
Ah, e ricordate…

 

georg_simon_ohm3

LUI VI OSSERVA
😀

 

Un saluto dal vostro Materico 😉

27 thoughts on “L’esordio con Georg (esempi pratici della legge di Ohm)

  1. Complimenti, è spiegato tanto bene che l’ho capito anche io… 🙂 🙂
    Mi è piaciuto molto l’esempio del serbatoio, che rende molto bene l’idea. Anche se c’è un’importante differenza con le nostre batterie (se ho capito bene): se apri al massimo il rubinetto del serbatoio, il peggio che può succedere è che il serbatoio si svuoti subito, interrompendo il flusso; ma se apri al massimo il “rubinetto” di una box (ohm tendenti allo zero), il peggio che può succedere è… BOOOM! 😛

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    • Grazie Numenor, è un piacere leggerti qui e ricevere i tuoi complimenti! 😉
      L’esempio purtroppo non l’ho inventato io, ma trovo che sia ottimo da utilizzare, e riguardo al parallelismo, se si apre a cannone il rubinetto, non esplode nulla, ma non vorrei vivere vicino a una cisterna in flusso libero 😀

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  2. Pingback: Batteria, mon amour! | Mat Eric's Reflections

  3. Pingback: 4 volt: “zona della morte” o leggenda? | Mat Eric's Reflections

  4. Pingback: La discesa sotto i confini dell’Ω (subohm, PV meccanici, esplosioni e altre cose) | Mat Eric's Reflections

  5. Articolo utilissimo che credo mi abbia salvato dal distruggere la mia box appena arrivata 😀
    Ho solo una chiarimento da chiedere: premesso che da quel che ho capito per il valore di corrente bisogna considerare gli A di scarica e non i mAh di “capienza”, se cerco i Watt minimi e massimi entro i quali la mia coil può lavorare, non dovrebbe darmi lo stesso valore indipendentemente dalla formula che utilizzo? sicuramente ometto qualcosa io…
    nello specifico, per atom nautilus con coil da 1,6ohm e box evic vtc mini con batteria sony vtc5 30A (quella dell’esempio)… se calcolo la potenza minima (sulla coil riporta 3,3 V) con V x I mi viene 99W, con R x (I x I) mi viene 144W e con (v x V) / R mi viene 6,8… Al momento sto usando quest’ultimo valore perchè leggendo in giro ho tovato comunque conferma che il nautilus svapa a wattaggi bassi, ma il dubbio rimane…

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  6. Qualcosa non quadra di sicuro !!!
    Quello che cercavo io nel caso specifico è la potenza minima e massima a cui poter svapare con ogni determinata coil, un range di esercizio entro il quale andare a cercare la configurazione migliore per me. Mi sono fidato dei valori più bassi sia perchè comunque oltre i 70W con la mia box non arrivo, ma poi perchè leggo nella box i volt corrispondenti ai watt selezionati, e sapendo che sulla coil c’è scritto 3,3 – 4,2 V diciamo che vado per logica. Questi limiti di tensione li ho presi come punti di riferimento sicuri e affidabili entro i quali mi sento di potermi muovere con abbastanza tranquillità, ma ero curioso di sapere come mai i calcoli mi sballavano così 😀

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    • Allora, la potenza adatta a una coil la calcoli sulla base della superficie della coil, non di ampere o volt.
      La calcoli in watt (che eventualmente riconverti in volt, d’accordo) e si basa sul rapporto watt/mm2 di superficie del filo.
      Il rapporto deve stare a circa 0.3 – 0.35 watt/mm2 😉

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  7. Non è che ho capito tanto bene…
    Forse ho omesso il fatto che sto parlando di coil prefabbricate, non me le rigenero ancora (aspetto un articolo a riguardo 😜) e i dati che ho a disposizione sono piuttosto limitati. Sinceramente non ho trovato da nessuna parte la superficie della coil, ho provato a ricavarlo seguendo le tabelle su steam-engine ma ovviamente mi manca spessore del filo, numero di spire eccetera…. Quindi boh!

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    • Eh, appunto, come pensavo.
      Niente, allora devi sperare che te lo scrivano sulla testina, oppure vai a “esperienza”, vale a dire che gli atom da tiro di guancia stanno tra gli 8 e 13 watt circa, non di più.
      Qualcosa sulla rigenerazione ho scritto ( “è ora di fare la resistenza” ), ma dimmi cosa vuoi che scriva 🙂
      Intanto ho scritto una roba sul TC, che se non erro mi avevi chiesto 😉

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  8. Ciao,
    dico subito che ho smesso (almeno credo) con le sigarette da un mese e mezzo. Non saro’ da solo nell’affermare che, prima di avvicinarsi alla e-siga ideale, son dovuto passare per vari bidoni e roba non soddisfacente…:-) sprecando un po’ di soldini (neanche tanti x fortuna). Ora: leggendo qua e la’ (e quindi anche qui), ho fatto delle migliorie, x esempio montando un justfog g14 sulla mia ego phantom w da 650 mah e buttando letteralmente le “cartuccette” dedicate. Mooolto meglio! Tuttavia credo che la batt. sia un po’ sottodimensionata. E qui vengo alla richiesta di un consiglio (specie leggendo qui sulla potenza delle batterie): poiche’, premetto, penso che il mio tiro ideale sia quello di “guancia profondo” (lo chiamo cosi’ perche’ lo reputo a meta’ strada tra quello classico e quello di polmone..), e che, tenendo anche al portafoglio, vorrei limitare gli ettolitri da svapare non andando in subohm (anche perche’ si alza anche il costo dei ricambi….e alla fine si spenderebbe ben piu’ dei 5euro/giorno per le bionde classiche), la mia attenzione si è fermata sulla seguente composizione, complice anche la irresistibile necessita’ di avere la possibilita’ di cambiar batteria anziche’ fiondare nella spazzatura l’intero pacchetto dopo il suo ciclo vitale (1,5 anni max, a quanto so):
    Eleaf Pico solo corpo (non con il tubo, per me, di scarico da tir=melo 3 e i suoi costi x i ricambi.)
    Nautilus bvc mini con res. 1,6/1.8 (poco dovrebbe cambiare…) piu’ prezzo/abbordabili.
    In alternativa Justfog G14 con adattatore, ma mono coil (che trovo notevole!)
    I miei dubbi sono legati al timore che questa big battery, pur minuscola e bella, possa essere troppo potente…o, piu’ che essa, troppo potente la sony vtc5. Questa elettronica montata su questo aggeggio gestisce al meglio questi due tipi di atom, che trovo ottimi? E’ poi vero che sui fruttati è meglio andare su settaggi per un vapore piu’ fresco? Grazie, Roberto.

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    • Ciao Roberto!
      La Pico con una VTC5 e un Nautilus sono perfetti, anche se a dirla tutta, dato che il Nautilus non va oltre i 12 watt se non erro (al massimo arriverà a 15 forse, ma penso siano già troppi) una VTC5 è sprecata. Ti conviene a quel punto una Samsung 30Q, che ha 3000 mAh di autonomia contro i 2600 mAh della Sony, ha comunque 20A di scarica (sono molti) e dunque baratti la scarica in A (di cui non te ne fai nulla) con i mAh di autonomia (di cui te ne fai molto).
      La potenza non è un problema: il fatto che possa arrivare a 75 watt non significa che a 10 watt vada male 😉
      E’ vero che sui fruttati conviene usare setup più “freschi”, ma non necessariamente deve essere così, dipende dal tuo palato e da cosa ti piace 🙂

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      • Chiaro….grazie. Supponevo che la Pico fosse un po’ …tanta, per atom sopra 1,2-1,5 ohm (sarebbe piu’ “equilibrata forse una istick 20w), ma la batt. intercambiabile e la bellezza della linea…..! :-))) Spero sia affidabile come la vic vtc mini. Ciao, grazie.

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      • Come ti ho detto, non badare a quello che può fare, anche perchè i watt in più che non usi mica ti vanno a male 😀
        Ti possono sempre tornare utili in futuro, inoltre come dici tu ha una bella linea e ha la batteria intercambiabile 🙂

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  9. Tabelle…
    queste inutilità, mi verrebbe da dire… 😦
    …Me ne son scaricato un paio (tutte belle colorate) ed anche una per il subohm, chissa’ che un domani non mi venga lo sghiribizzo di…provari (scusa ma non ho resistito alla “battutona” 🙂 !. Ebbene: Pico con nautilus mini e testina da 1.8 ohm, la mando a 4.5 volts (circa 11w, visto che nel frattempo la res si è sporcata e mi segna 1,83 ohm) e tutto va bene… sono infatti, tra l’altro, nelle specifiche della casa (sulla testina si legge un range 4.2 – 5.0 ohm).
    Secondo ‘ste tabelle invece una res da 1.8 ohm dovrebbe esser mandata tra i 3.3 e i 3.8 volts= tra i 6 e gli 8 w “per avere il miglior compromesso tra vapore e aroma”…! Quindi io sarei in piena zona rossa!!! Beh…cmq, risultato: PESSIMO.
    L’atom gorgoglia, si sente che non “carbura”…vapore ridotto, aroma….Boh! …Allora mi chiedo: a che servono ‘ste tabelle? Le interpreto male io o cosa? Grazie, Roberto.

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  10. ciao e complimenti per l’articolo… una cosa non mi è chiara: al 3zo punto dei calcoli pratici scrivi “Che volt si usano? Beh, siccome è su elettronico, si usano i volt della batteria, quindi 4.2 a piena carica e 3.3 a batteria scarica, e non i volt che segna il display, come verrebbe da pensare.”. ora ti chiedo: se uso una batteria elettronica la cella della batteria eroga sempre i suoi volt reali (da 3.2 a 4.2) al di la di quello che eroga il circuito elettronico alla coil (OK), ma questo (a quanto so io) non dovrebbe valere anche per i watt… mi spiego meglio: se ho una batteria elettronica da 10A che spinge elettronicamente i volt della cella fino a 9v e voglio sapere i watt massimi generabili perchè non devo fare 9v x 10a (90watt) ma dovrei fare 4.2v x10a (42watt)? io credo che questo sarebbe logico solo su una batteria meccanica, o sbaglio?
    l’ultima domanda è questa: il 30% in meno dovuto all’inefficienza e alle dispersioni va calcolato anche sulle batterie meccaniche? ovvero, se attraverso il calcolo “volt x Ampere” una batteria elettronica mi erogasse 100 watt dovrei considerarne 70w, e su una meccanica? anche qui ho questa perdita?

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    • Ciao Davide!
      Dunque, il conto che specifico io serve per capire quanti ampere si assorbono dalla batteria e quindi scegliere la batteria giusta.
      Quando vai a richiedere 30 watt alla tua batteria (per dire), il circuito deve tirare fuori 30 watt dalla sezione “energia”, che è la batteria.
      Insomma, se chiedi 30 watt, non esiste magia elettronica al mondo che permetta di tirare fuori 30 watt prelevandone meno di 30, altrimenti si creerebbe energia.
      Dunque se imposti 30 watt, sono 30 watt presi dalla batteria.
      Fin qui ok.
      Noi vogliamo sapere gli ampere che vengono prelevati dalla batteria, e avendo i watt, l’altro termine che manca sono i volt.
      I volt però vengono regolati dal circuito, che ti visualizza i volt che vanno all’atom, ma non ti dice alcunchè riguardo a quelli che escono dalla batteria.
      In pratica se leggi “9 volt” sul display, sono i volt che vengono mandati nella coil, non quelli che preleva dalla batteria.
      Gli unici volt “veri” che ti servono per fare i conti sulla cella, sono quelli nominali della cella, cioè i volt compresi tra 4.2 e 3.3.
      Se quindi vuoi sapere quanti A vengono prelevati dalla batteria, potrai usare la potenza impostata perchè è un valore che la batteria deve dare, ma dovrai usare i volt di carica della cella.
      La riprova è che man mano che la batteria si scarica, il dispositivo tende a scaldare, proprio perchè gli ampere prelevati aumentano, in accordo con la formula I = W/V.
      Al diminuire dei volt della cella, tenendo la potenza costante, aumentano gli A scaricati.

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      • Grazie materico. . quindi se svapo a 5v e 14 watt con coil da 1.8 in realtà gli ampere non sono 2.8 ma 3,3 (a batteria carica). . ? Per sapere quanti ampere massimi eroga la batteria posso fare dunque watt (max della batteria) : volt (min della batteria)? Ovvero ad es 75watt : 3.2V=23,5 ampere di picco?

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      • Eccomi, scusa l’attesa ma sono in pausa estiva 😀
        Esatto, 4.2 volt a batteria carica, 14 watt, sei a 3.3 ampere.
        Un po’ di più in realtà, perchè l’efficienza del circuito non è del 100%, ma comunque hai capito il ragionamento.
        Perfetto anche il secondo ragionamento, che è proprio quello che si dovrebbe fare quando si sceglie la batteria, ammesso che ti interessi andare al massimo della potenza disponibile.
        Come sempre, l’efficienza del circuito gioca a sfavore, quindi calcola sempre almeno un 10% in più del valore ipotizzato, cioè in questo caso il 10% in più di 23.5 ampere.

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