Siamo tutti nella rete, tra pompini, cyberbulli, suicidi e dropbox

Ok, la situazione è questa:
volevo scrivere un pezzo sullo svapo, ispirato a un famoso youtuber.
Gliel’ho promesso, ci tengo a farlo, ma tra gli usuali spostamenti in autostrada, oltre ai miei soliti impegni, sono andato lungo sui tempi.
In più, il comportamento italiota di questi giorni mi sta facendo salire un crimine che mi sta distraendo.

“Cazzotene, vivi la tua vita e pensa alle tue cose”, verrebbe da dire.
Non ci riesco.

Ci siamo dentro tutti, e non è tanto per le conseguenze immediate o dirette che mi viene la rogna mentale, quanto per l’atteggiamento da rincoglioniti di merda che vedo ovunque nella rete, appena c’è quel filo di aggregazione e libertà di scrittura che permette di far venire fuori i pensieri dell’uomo medio.

Una donna muore di pompini, ed è pure colpa sua.
Un Mr. Chissà Chi fotte le foto dal cellulare a una ragazza, le diffonde, e ovviamente è lei che “se l’è cercata”.

OH, MA COME CAZZO SIETE MESSI?
MACELAFATE?

#TUTTOSBAGLIATO, questo l’hashtag da usare.

 

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Sì, sono incazzato, non sto scrivendo questa cosa per voi, ma per me.

Di solito scrivo guide e spiegazioni varie, più o meno prolisse e noiose, più o meno di interesse pubblico, e lo faccio per evitare che vi svapiate lammerda, o che spariate a 2000 watt una coil da 20 watt, o che spendiate l’equivalente della bolla dei Subprime tra box, tubi e stronzate varie che poi nemmeno userete.

Oggi è diverso.
Oggi ho il quarto Reich che mi sta nascendo dentro, da quanto fastidio provo nel leggere certe cose.
No, non sono nazista, nè lo diventerò, ma un quarto impero germanico fatto di pura acredine penso che renda l’idea di come mi sento quando butto gli occhi su certe frasi.

Devo esternare, non posso tenermi dentro ste cose, non dopo che oggi sono incappato nell’ennesimo episodio.
Poi, se sarete d’accordo con me, se vi farò pensare a cose che per voi non erano rilevanti, tanto meglio: saremo in più di uno ad essere incazzati, e direi che può aiutare.

Dunque, secondo me ognuno è libero di fare i pompini che vuole.
Esatto, succhiare la pertica, abboccare l’uccello, allisciare il manico…come preferite.

E’ una pratica sessuale universalmente riconosciuta e adottata, più o meno da ogni fascia di età, esclusi gli under 12, e forse la soglia è pure per eccesso.

Non mi sento di ritenere “audace” o “licenzioso” un pompino.
Che sia personale, intimo ed erotico non c’è dubbio, ma insomma, è una cosa che non dovrebbe fare scandalo, nè creare chissà che morbosa attrattiva.

E invece Tiziana si è dovuta suicidare per far stare zitta la gente, che le dava della zoccola.

Era una zoccola? Faceva un po’ la troietta?
Non lo so, mica la conoscevo.
A quanto pare però, tutti quelli che hanno visto il suo video dove succhia l’asta virile di chissà chi, si sono sentiti autorizzati ad “averla conosciuta”, e darle abbastanza confidenza da chiamarla zoccola quando la vedevano.

Ma non è questo il punto, che già di per sè è una cafonata da cinepanettone, con De Sica che appunto si chiede cos’è tutto ciò.

 

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Il cazzo di punto che mi urta è che qualcuno abbia diffuso sta roba SENZA AUTORIZZAZIONE, facendola arrivare su Youporn o dove minchia è stata uploadata, e “lagggèntè” dice che “se l’è cercata“.

SE L’E’ CERCATA?

Cioè, momento, stiamo legittimando il comportamento guanesco di qualcuno con più banda larga che sensibilità e che non sa come si trattano i dati?

Siamo a questo punto?

No, perchè siamo d’accordo che Tiziana abbia agito con troppa buona fede, fidandosi di gente che forse non era così fidata (le indagini lo accerteranno o smentiranno).

Siamo d’accordo pure sul fatto che quel video (che ho visto, per la cronaca) fosse “una bomba”, nel senso pericoloso del termine, dato che in un colpo solo faceva vedere una cosa sessuale che a quanto pare desta ancora scalpore, introduceva una frase che oltre a essere materiale da meme lasciava pure intendere una certa volontà nell’essere immortalata con il piacere tra le labbra, e infine aveva quel senso di “vendetta” verso il moroso non presente che accende qualche centro primitivo del piacere e ci fa sentire tutti un po’ romani dentro il Colosseo, mentre urliamo e giriamo il pollice in giù.

Quindi ok, quel video aveva tre ottimi motivi per piacere al grande pubblico, e lei è stata francamente ingenua, pensando che passare un video del genere ad altri, senza particolari controlli o tutele, fosse una procedura da usare con dati così tanto sensibili, almeno dal mio punto di vista.

 

google cantone.png

 

 

Questo non cambia una cosa fondamentale, però: la colpa della diffusione NON E’ SUA, e dire “eh, ma se l’è cercata“, sta facendo scattare un cazzo di errore di cui potremmo pentirci.

Sta spostando la colpa dai REALI colpevoli, alla persona che invece è stata “poco furba” ma NON colpevole.
Di fatto si sta legittimando quel branco di esseri che hanno diffuso il materiale.
Non ho nemmeno aggettivi da usare per qualificarli, o squalificarli.

Non so, a me sembra da squilibrati dire che sia stata colpa SUA, quando lei probabilmente non ha autorizzato NESSUNO a diffondere i dati.

“Eh, ma se non vuoi che la roba giri, mica la mandi agli amici”.

SCUSA?
Cioè, stiamo dando per buono che diffondere la roba senza autorizzazione sia ovvio, normale, quasi doveroso, e pure ok?
Stiamo dicendo che sia “ovvio e normale” che gli amici, o chi per loro, abbiano diffuso il filmato dopo averlo ricevuto?
Cioè, stiamo sostenendo che se un file non resta nel tuo pc, o nel tuo smartphone, allora è OVVIO e NORMALE che finisca in internet?
Siamo sul serio a questo livello?
Siamo veramente al punto di aver dimenticato che è UN REATO diffondere dati senza permesso?

No, perchè allora se qualcuno dovesse fottere i dati della carta di credito a chi fa queste obiezioni, mi verrebbe da rispondere:

“eh beh, stai usando soldi su internet, ma che ti aspetti? Si sa che se paghi su internet ti fottono i soldi”.

Ugualmente, se questa gente dovesse trovare le proprie mail personali pubblicate su Google Books, sarebbe normale, no?
Dopotutto si è su internet, come si può pensare che una mail mandata a persone ben definite rimanga a quelle persone?
DEVE diventare di dominio pubblico, dico bene? E’ la regola dell’internet, a sentire sta gente, no?
Però ho l’impressione che la reazione non sarebbe delle migliori, e che verrebbero sollevate obiezioni.

Già questo mi ha fatto montare un certo senso di rabbia latente, che prendeva sempre più forma man mano che sentivo il giudizio delle persone su questo episodio, incapaci di separare le colpe dalle scelte.
Oggi abbiamo raggiunto il top con il leaking delle foto di Diletta Leotta.

Miss Leotta è una bella biondina, classe ’91, famosa per essere la presentatrice di un programma sulla serie B di Sky.
Non è solo bella e biondina: è una giornalista, laureata in giurisprudenza.

Bella ragazza, viso solare, corpo che si fa notare, dicono sia pure simpatica e intelligente, ma questo non lo so, dato che non seguo il calcio, men che meno il calcio su Sky.
Di certo, per avere una laurea impegnativa e per essere arrivata a fare la giornalista in un ambiente obiettivamente competitivo, ha una bella testa e non solo un bel fisico.
I maligni però hanno già messo bocca su quali talenti possa in realtà aver usato, tanto per partire malissimo con il discorso.

Qualche ora fa hanno “hackerato” il cellulare di Miss Leotta.
Non so bene cosa intendano per “hackerato”, di certo non intendono quello che il termine designa, ma più probabilmente parliamo di un lamer, non di un hacker, o al massimo di un cracker.
In effetti in Italia se si parla di cracker si pensa ai Doriano, quindi forse è meglio parlare di hacker e adeguarsi all’ignoranza popolare.

 

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Vabbè, insomma, il succo è che qualche diversamente furbo è entrato nello smartphone della giornalista e le ha bellamente futtuto i selfie che erano tutto un fiorire di tette, di culetto in perizoma e via dicendo.
Si parla forse anche di due video, ma non si capisce se sia lei o meno.

Non contento, ha uppato le foto chissà dove e come, e in qualche modo sono finite a girare su Whatsapp e su Dropbox.

 

diletta dropbox edit.png

 

Insomma, un leaking in piena regola, che DI SOLITO, tra persone normali, viene considerata una violazione gravissima dei dati.
Pensate a Wikileaks, a Vatileaks, alle fughe di informazioni di Snowden ecc.

Quando c’è una fuga di informazioni, che sia a fin di bene o meno, chi fa uscire le notizie viene SEMPRE considerato colpevole, perchè in effetti lo è.
Da lì, possiamo decidere e dire se abbia compiuto una brutta azione o se invece abbia fatto del bene, ma la colpa, o il merito, rimane di chi fa uscire i dati.

Qui no invece, il maschio italico medio ha deciso: è lei la cagna, è lei la poco di buono che OSA farsi i selfie nuda, o seminuda.

QUESTO mi manda in bestia.
E’ l’abbandono della logica, la sovversione dei pensieri elementari, per giunta con arroganza, che mi fa scatenare l’inferno.
Voglio dire, come cazzo fai a dare la colpa A LEI per l’azione ILLEGALE E OFFENSIVA che ha fatto UN ALTRO?

 

io-non-provo-pieta-leotta

donne incapaci.png

Sarebbe come se un pedone impazzito si buttasse in mezzo alla strada, venisse falciato da un automobilista, e la gente dicesse:

“Ecco cosa succede a lasciare il passo alla tecnologia.
Poteva pensarci prima di comprare la macchina, che se fosse andato a piedi non avrebbe ucciso quel poveraccio che si è buttato sotto”.

Sarebbe un discorso normale, secondo voi?
Uno si butta sotto la macchina, e la colpa è di chi sta usando la macchina?
O è invece di chi, incautamente, si è buttato sotto il veicolo?

Quindi, se una ragazza, per giunta giovane, si fa un selfie, tra l’altro perfettamente in linea con il comportamento dei suoi coetanei, e questa foto viene RUBATA e diffusa, diamo la colpa alla tipa, da bravi italioti webeti, o accusiamo il ladro?

Diletta sembra essere una ragazza forte, emotivamente parlando, e quindi ha già parlato di denuncia alla postale e menate varie, e di ciò sono felice.
Sono meno felice per quel che ho visto.

Ho visto TANTE persone gioire, ringraziare l’hacker (lamer o cracker, ma vabbè…), esultare perchè finalmente avevano nuovo materiale per segarsi, elogiando la bellezza della tipa con allusioni a fiumi di sperma, godimenti estremi, cecità incipienti ecc.

Insomma, un sacco di maschioni che rendono pubblico il loro onanismo, se ne fanno forti, si complimentano con la ragazza in questione, dandole nel frattempo della facile, della troietta, e anche della sprovveduta, e rimarcando il loro disinteresse per la morte di una giovane donna, meno di una settimana fa, o proclamando le loro presunte perfomances sessuali.

Ci sarebbe mancato solo l’augurio di una condanna penale, e poi il nonsense sarebbe stato completo.

 

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Ecco, secondo me questi due episodi sono sintomatici.

Fanno vedere tutto il maschilismo e l’analfabetismo informatico che abbiamo nel paese dei “grandi amatori”.
Eh già, perchè dare della cagna o della zoccola a una che si fa i selfie, o a una che pratica il sesso orale, è un’arma MOLTO pericolosa, oltre che essere una stronzata.

Selfie e pompini sono in effetti due cose normali, per quanto mi riguarda, che qualsiasi uomo o donna fa, o potrebbe fare, senza per questo essere una persona riprovevole.

Che faranno questi maschi alfa quando le loro donne selfieranno o pompineranno?
Le considereranno zoccole e cagne?
Oppure sono “tutte puttane, tranne quella che sta con me” ?
Come si comporteranno quando conosceranno una nuova ragazza, che magari rivelerà di essersi fatta dei selfie un po’ piccantini?

Ma a parte queste domande “morali”, che inevitabilmente mostrano una pesante incoerenza di fondo, a partire dai raffinatissimi elogi rivolti a Diletta, uniti alle offese che lanciavano, c’è una questione che tutto sommato mi preoccupa di più, ed è il baratro di ABISSALE IGNORANZA che porta a colpevolizzare la vittima, lasciando correre sul colpevole.

Eh però, sei un po’ puttana se ti fai fare il video mentre succhi.
Poi certo, anche gli amici hanno sbagliato, PERO’…

E’ sempre il “però” a fine o a inizio frase a fregare questa gente.

Non sono razzista, però…“, “i gay hanno pure ragione, però…“, “i tipi non dovevano diffondere il filmato, però…
Sempre lo stesso modus operandi: una facciata di pensiero compassionavole, o semplicemente giusto secondo logica, totalmente smerdata da un’idea di base che è in realtà quella che proprio non dovrebbe esserci, ma che invece c’è.

Il vero problema è che questo modo di pensare va fermato e cambiato, per il bene di tutti.

Già hanno appena approvato quello stravolgimento legislativo sul cyberbullismo…ci manca solo che le fughe di informazioni vengano legittimate, e siamo belli che a posto.

Internet non è un mondo parallelo, avulso dalla realtà: internet SIAMO NOI.
Internet è il vicino di casa, è la barista di piazza Garibaldi, è nostra mamma, o la nostra ex morosa.
Internet NON E’ un ente terzo, non è il governo Orwelliano che tutto può, tutto sa ed è superiore ai cittadini.
Internet è uno strumento, e la vita di internet siamo noi.

Siete persone che fotografano le fighe sotto la doccia, poi vanno in copisteria, ne stampano migliaia di copie e le distribuiscono nei bar della provincia?
No?
E allora perchè fate esattamente la stessa cosa, ma senza la carta stampata, tramite Whatsapp?

Se entrano i ladri in casa di un vostro amico, e rubano oro, soldi e computer, date dell’idiota al vostro amico, perchè ha osato comprare gioielli e pc, che si sa, è roba che attira i ladri?
Oppure ritenete che entrare in casa d’altri vada punito?
E allora perchè date dell’imbecille a una ragazza che si fa i selfie, e non condannate il lamer?

Io ritengo che l’internet sia bello se è libero, e già ora non è più libero, soprattutto dopo che circa 6 ore fa è stata approvata la legge sul cyberbullismo.

cyberbullismo.png

Internet deve essere uno spazio in cui si può trovare tutto, senza filtri, censure e robacce del genere.
Ovviamente non deve essere uno spazio PERICOLOSO o che porge il fianco all’illegalità, ovvero dovrebbe essere uno strumento usato consapevolemente, dove i reati vengono perseguiti come nel mondo tangibile, fin qui ci siamo.

Quel che intendo è che non voglio che si arrivi alla regolamentazione degli upload ecc, ma preferirei, molto più banalmente, che GLI UTENTI stessi si rendessero conto che uppare le foto di una povera crista del ’91, colpevole solo di essere bella e di avere le tette grosse, è sbagliato, è incularsi con le proprie mani.

Ma sarebbe già molto capire di essere in errore.
Poi magari farlo lo stesso, ma capire che non è LEI ad aver sbagliato, ma chi diffonde le foto.
Sarebbe già un passo avanti, tutto sommato.
Poi, chissà, arrivare anche alla non diffusione consapevole e spontanea.
Utopia?

Non so, mi pare che ultimamente la stupidità faccia tendenza, ma quando si fa gli stupidi con strumenti potenti, in media si va a finire male.

Ho visto pochi giorni fa “La Grande Scommessa”, e quello è un ottimo esempio (oltre che un ottimo film) di stupidità applicata a strumenti potenti.
Ne stiamo ancora pagando le conseguenze, quasi 10 anni dopo.

Non vorrei e non voglio che la sequela di minchiate che l’uomo medio sta combinando nel giocare coi dati altrui, porti a qualche forma di danno.

Un pezzo della mia vita è nell’internet.
Il mio blog è nell’internet, il mio canale Youtube è nell’internet, i miei acquisti, la mia musica, le mie email sono nell’internet.
Perfino le impostazioni del mio telefono.

E’ la mia vita, ma anche la vostra, a meno che non siate degli amish.

Penso che incazzarmi quando vedo quanto male viene usato il nostro “spazio” sia doveroso, e mi incazzo pure di più quando vedo che della povera gente ci finisce in mezzo.

Spero che tutto questo serva anche a voi.
Di certo, come vi dicevo, è servito a me.

Buona serata,
Mat

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17 thoughts on “Siamo tutti nella rete, tra pompini, cyberbulli, suicidi e dropbox

  1. Ciao Mat! Condivido l’incazzatura davanti all’ignoranza e alla bestialità (colpevole) della colpevolizzazione della vittima.. purtroppo la letteratura e la storia sono piene di situazioni in cui le vittime (le donne in particolare, ma anche in generale tanti appartenenti ad una “minoranza”) siano considerati responsabili o corresponsabili di quanto di tragico sia accaduto loro.. Personalmente credo che accada perché pare la via più facile.. È più facile dare contro a colui che si trova in una condizione di debolezza.. altrimenti sarebbe necessario che ognuno di noi si interroghi sulla propria responsabilità, quantomeno nel non aver fatto nulla per impedire che tutto ciò accadesse..
    Questo è il mio parere naturalmente..
    Grazie e buona serata!

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    • Ciao Lele!
      Felice che il pezzo ti sia piaciuto, almeno compenso l’enorme ritardo nel risponderti al commento sulla rigenerazione 😀
      Io penso che sì, sia forma mentis culturale, nel senso che le donne “non devono fare così”, punto.
      Io sono dell’idea che ognuno possa fare quel che vuole, ovviamente assumendosi le conseguenze, ma che nessuno dovrebbe indurre a un certo comportamento, senza motivazioni plausibili.
      Comunque sono felice ti sia piaciuto, nonostante sia “fuori tema” rispetto ai discorsi abituali.
      D’altra parte queste sono le mie riflessioni, perlopiù sullo svapo, ma non solo 🙂

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  2. Ciao Giovanni.
    Leggo inaspettatamente questo post…
    L’altro “fuori tema” aveva comunque attinenze con lo svapo, mentre qui siamo proprio fuori argomento, ma ammetto che ho letto tutto con piacere e prendere spazi e tempi per riflettere e confrontarsi fa sempre bene.
    Vorrei dire la mia, da donna.
    Concordo ed è giustissimo tutto ciò che scrivi, non fa una piega, ma bisogna analizzare altro.
    Assolutamente colpevoli coloro che hanno diffuso il video, ” però “….
    Anche qui ci sta il però….
    Hai fatto 2 esempi diversi di appropriazione e diffusione di immagini altrui e c’è una differenza abissale fra i 2: la volontà.
    Non ho visto video, né foto di nessuno dei 2 casi, ma non è il contenuto ad essere messo in discussione.
    Nel primo caso il video è stato fatto per un dispetto (sembrerebbe) e fatto girare dalla persona stessa.
    Nel secondo caso le immagini sono state rubate.
    Cosa condanniamo? Una volontà sfuggita di mano. Quando ti arriva un video di un cane dolcissimo tu non lo rigiri alla tua migliore amica che adora gli animali?
    E perché questo no? Per i contenuti?
    Chi li ha diffusi, forse voleva diffonderli, non dimentichiamocelo. Al secondo o terzo click di invio ogni video capita sul telefono di persone che non conoscono i soggetti…
    Come per il cane o il suo padrone…
    Non li conosci, giusto?
    Se il video è stato fatto per essere mostrato per un dispetto ha fatto il suo corso e ha raggiunto l’obiettivo.
    Se volevi limitare la diffusione scrivevi “vietata la diffusione e riproduzione” e allora avresti inchiodato ognuno alle proprie responsabilità.
    Per concludere: ognuno deve assumersi le responsabilità dei propri gesti.
    Se avevi intenzione di fare un dispetto dovevi essere pronta a tutto.
    Spesso non si considerano risvolti e conseguenze. La persona sarebbe dovuta essere coerente fino alla fine.
    Un uomo, l’amico del tuo ragazzo, può farsi fare un pompino ed uscirne pulito e tu, che fai il pompino, sei una troia?
    NO! NON ESISTE!
    La coerenza quale sarebbe dovuta essere? ” Sì, l’ho fatto, mi è piaciuto e ti sta bene!”
    Tutte quelle che criticano non fanno pompini? Certo, non tutti lo mettono in rete, ma gli uomini se li fanno fare tutti da delle puttane?
    Ecco il punto!
    Noi donne non siamo puttane se facciamo pratiche sessuali: questo è il punto!!!!!
    Chi posta selfie o fa girare propri video, ammettiamolo, ha un senso narcisistico di sé e voglia di apparire, ma non tutti, forse, prevedono reazioni contrarie a quelle che ci si aspetta.
    Quando una cosa diventa pubblica si può essere esposti anche a pubblico ludibrio e non solo a commenti compiacenti!
    Razionalmente cosa c’ è di diverso tra un video di cani e hard se volontariamente messo in rete senza la richiesta di non farlo girare ai destinatari?
    Nessuno. Se le persone non si preoccupano di tutelare la propria privacy, perché la colpa deve ricadere sugli altri?
    Mi dispiace lo sai per cosa?
    Per la fragilità di Tiziana.
    Questo mi fa tanto male…sì.
    Mi ha dato l’idea di una ragazza ferita che non ha saputo affrontare il dolore della delusione e si è affidata ad una reazione forte che non è stata in grado di gestire. Se fosse stata sufficientemente forte e/o spavalda (il pompino è stato fatto con la spavalderia che forse non le apparteneva) avrebbe dovuto dire:” sì, l’ho fatto; mi è piaciuto; gli sta bene e stronzi e pezzi di merda tutti quelli che lo hanno diffuso.
    Avrebbe dovuto aggiungere :”vi auguro di trovare una donna che non ve lo faccia alzare (scusate…, ma rende) e sia una bigotta da paura!”
    Non sempre, purtroppo, agiamo in coerenza con quello che siamo e quando le cose diventano più grandi di noi non siamo abbastanza forti per affrontarle.
    Non tutti sono responsabili dei nostri fallimenti; dobbiamo imparare ad essere anche più obiettivi, sinceri e soprattutto responsabili di noi stessi e delle nostre azioni.
    Vedi, purtroppo le donne hanno fatto passi da gigante nell’ imporre il proprio valore e la propria dignità, ma forse la cultura dell’ emancipazione e dell’ uguaglianza ancora non è per tutti!
    Noi donne in primis…
    Ognuno è libero di esprimersi come crede, ma ritengo che noi donne siamo belle anche per altre cose e non dobbiamo per forza agire come agiscono gli uomini per sentirci loro pari.

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    • Ciao Fede!
      Ottimo commento, che però richiede più di due minuti per ricevere risposta.
      Ora sono di frettissima, ti ho approvato il commento perchè meritava di essere reso leggibile, ma ti rispondo con calma più tardi, vediamo se riesco a scrivere qualcosa di soddisfacente 😀
      Se non mi faccio sentire, fatti sentire tu e insultami come meglio credi, ok? 😉 😀

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    • Allora, discorso enorme, hai lanciato moltissimi spunti, quindi non riuscirò a rispondere a tutto.
      Il punto è che sì, i due episodi sono differenti nella genesi, insomma nascono da cose diverse: mossa poco furba per Tiziana, furto totale per Diletta.
      La cose che hanno in comune però sono due: la totale violazione di una regola banale e fondamentale, cioè che NON si diffonde roba privata altrui senza avere il consenso dell’interessato, e il comportamento conseguente da parte del grande pubblico.
      Sul primo punto, tu dici che Tiziana non aveva scritto “vietato diffondere”.
      Vero, ma non è necessario scriverlo, così come sulle email nessuno specifica che non vanno diffuse, a parte le grandi aziende, e questo perchè la condizione di base è che NON si diffonde salvo autorizzazioni, e non che si può diffondere a meno che ci sia il divieto.
      E’ nè più nè meno che rubare, ed esattamente come nel furto, non funziona che tu puoi rubare a meno che ti si dica che non si vuole essere derubati.

      Il secondo punto riguarda il comportamento, e lì è questione di cultura, non di legge (oddio, volendo possiamo mettercela in mezzo, ma non è quello il punto).
      La cultura da cambiare è quella del “rispetto”, chiamiamolo così.
      Vedi il video di Tiziana che succhia forte. Bene, ok, magari apprezzi pure, ci fai qualche fantasia, dici tra te e te “minchia oh, questa ci sa fare”.
      Magari dici pure “anvedi chemmmmaiala!”.
      Lì però dovrebbe finire.
      Non dovresti condividere il video (e torniamo al discorso di prima) ma non dovresti, SOPRATTUTTO, permetterti di darle della troia DAL VIVO.
      Idem per Diletta: ci sono duemila e rotti commenti al suo ultimo status PRIMA del leaking, e pressochè tutti fanno riferimento a tette, a seghe, a spermate copiose, a cecità da masturbazione (clinicamente è una balla, ma è un altro discorso), a quanto è vacca, alla grande azione benefattrice dell’hacker e via dicendo.
      Sono commenti sulla sua pagina, sono virtualmente rivolti tutti a lei, che per fortuna (credo) avrà di meglio da fare che leggerli tutti.
      Concettualmente è la stessa cosa di chi ha dato della troia, dal vivo, a Tiziana.
      E’ l’equivalente del “Ah, ma sei George Clooney? Mi faresti un autografo?”, solo che qui il merito non è per le qualità professionali, bensì perchè “finalmente le hai uscite”.
      Boh, io lo trovo squallido, avvilente più che altro.
      Fosse una pornostar potrei capire, il suo corpo è il suo lavoro, ma qui parliamo di una ragazza del ’91 che è competente, spigliata e laureata in giurisprudenza.
      Oh, ha anche due tettone notevoli, ma andare in estasi, al punto da intasarle la bacheca, per una cosa grave, penale e imbarazzante, è da sfigati, da pippaioli appunto.
      E’ questo che andrebbe cambiato, ed è tra l’altro questo che accomuna (in parte) i due casi, con la differenza che con Diletta c’era più goliardia, con Tiziana c’era proprio cattiveria e declassamento sociale.
      Tiziana non era più una ragazza, o una “porca”, era una troia, per il grande pubblico.

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  3. L’ha ribloggato su Felicita Ratti's Bloge ha commentato:
    Condivido tutto, a parte che non mi chiedo proprio se “una” è “troia/puttana”, perché una donna che ama il sesso e lo fa è semplicemente una donna normale. E proprio qui casca l’asino. Di furti digitali o di condivisioni non autorizzate di zozzerie di begli uomini non ne ricordo, quindi ci sono ottime probabilità che non siano mai successi. O, se sono capitati, non vi è stato il linciaggio mediatico con esibizione del proprio autoerotismo che ha accompagnato i casi al femminile. E qui si aprirebbe un’intera parentesi sulla condizione della donna, oltre che sui sacrosanti discorsi sulle modalità d’utilizzo di qualsiasi strumento o mezzo e sulle responsabilità. Discorsi che comunque vanno fatti ed approfonditi anche al di là dei casi di Tiziana e Diletta (e di tante altre povere vittime), visto che anche lavorando mi trovo un sacco di clienti che fanno fatica a capire i contratti che firmano e/o le cose/i servizi che comprano e come ci si comporta nella fruizione di quello che hanno comprato. E no, non vendo servizi sessuali o alla persona! (forse se vendessi me stessa i miei clienti sarebbero molto più attenti…)

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    • Ciao Felicita!
      Grazie per il reblog, innanzitutto.
      Non mi sono soffermato sulla condizione della donna perchè avrei rischiato di fare un pasticcio, vista la complessità dell’argomento.
      Ho però risposto al commento di Federica qui sopra, e ho appunto detto che oltre a una questione di analfabetismo informatico, c’è tutto il discorso del comportamento, che porta a complimentarsi con Diletta per “averle uscite” (l’avesse almeno fatto spontaneamente…), e che porta, con gran nonchalance, a dirle che le sue foto sono valse un ampio turnover gametico, tanto per stare elegante.
      Oh, se c’è gente che si sente realizzata dicendo a una sconosciuta quanto hanno spermato in abbondanza grazie a lei, sappiamo due cose: ci sono un buon tot di maschi fertili (in tema con le giornate indette dalla Lorenzin) e ci sono un buon tot di maschi fertili che vedono solo un antro vaginale, bypassando tutto quello che c’è intorno.
      Niente di nuovo, ma sarebbe ora di basta, IMHO, e queste occasioni sono ottimi triggers per il cambiamento.

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      • Decisamente, analfabetismo informatico e, più in generale, analfabetismo funzionale tutte le volte che c’è da utilizzare strumenti di vario genere o dare seguito ad un contratto (come dicevo facendo il parallelo con i miei clienti, tontoloni o finti tontoloni). Fai conto che oggi una buona parte delle “cose” (lezioni, camere, servizi, libri) si vendono su internet, e capisci come mai mi è venuto fuori il parallelo.

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  4. chapeau!
    Mi sono sempre ritenuto un misantropo fin dall’adolescenza (classe ’68) ma poi con l’esperienza maturata negli anni mi sono reso conto che la mia repulsione riguardava più l’idiozia dilagante nell’essere umano anziché l’umanità. Internet ha amplificato il tutto dando potere di espressione a legioni di imbecilli. In questo concordo con Umberto Eco (prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere etc etc) e, citando quel tuo azzeccato pensiero: “tutti hanno il diritto di esprimersi ma non tutti hanno il diritto di venir considerati intelligenti”.
    Continua con i tuoi “fuori tema” e con le tue interessanti riflessioni a 360° che il bello di questo tuo blog è che qui si disquisisce senza “Controllo di Temperatura” 🙂

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    • Capisco esattamente quello che intendi.
      Purtroppo, a livello umano, è più facile che siano le persone “stupide” a proliferare, proprio in virtù della loro poca furbizia.
      Io non penso di essere un genio, o un bravissimo, ma perlomeno per empatia evito di fare certe cose.
      Sono allineato anche io con Eco, che ha detto una cosa quasi ovvia, ma totalmente vera, ed è in parte legata al diffondersi “forzoso” dell’informatica.
      Quando l’internet e i vari device sono diventati di uso comune e quasi obbligato, tutto l’analfabetismo funzionale ha preso corpo, e con lui i vari fenomeni di complottismo, teorie finto-scientifiche ecc.
      Ovviamente, l’italiano medio si sente così a suo agio nei social network da non tenere presente che “scripta manent” e addirittura provando gusto a guadagnare like offendendo, dimenticandosi al contempo che quella roba è diffamazione o ingiuria a mezzo stampa (internet è mezzo stampa).
      Se sei su FB, va a vadere la pagina “adotta anche tu un analfabeta funzionale”. E’ da piegarsi in due dal ridere, dopodichè resti piegato per il dolore all’anima 😀

      Grazie comunque per i complimenti, questo blog è la mia “isola felice”, creato apposta per dire il cazzo che voglio, senza dover scendere a compromessi con admin o utenti rabbiosi.
      Ho pure messo la moderazione dei commenti, giusto per aggiungere quel tocco di dittatura che non guasta 😀
      E no, qui niente TC, i discorsi possono diventare anche incandescenti 😀

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